….Oggi meno che mai nessuno può illudersi di salvarsi da solo. Dobbiamo tutti essere protagonisti di cambiamento, mai indifferenti alla sorte di chi è più sfortunato di noi. In questo itinerario, ci è oltremodo preziosa la vicenda terrena di testimoni attendibili

DON LUIGI STURZO (1871-1959)""Prego Iddio che il mio grido sopravviva alla mia tomba"
DON LUIGI STURZO (1871-1959)
“”Prego Iddio che il mio grido sopravviva alla mia tomba”

“….È il legame col territorio quello che ancora una volta ci interpella, interpella noi Chiesa italiana, giacché non c’è punto del Paese che non sia assegnato ad una data parrocchia. Non c’è famiglia, per quanto dislocata, che non abbia un’attribuzione ecclesiale. Non c’è persona che non debba essere, in un modo o nell’altro, raggiunta da una proposta. In particolare, è la continuità generazionale quella che si vuole assicurare perché, nonostante le carenze e le ristrutturazioni pastorali qua e là in corso, non capiti che gruppi di ragazzi – e relative famiglie – siano non invitati a prendere parte all’ itinerario dell’iniziazione cristiana, dunque alla catechesi e alla vita sacramentale. Tutti debbono venire interessati e coinvolti. «Occorre evangelizzare – non in maniera decorativa, a somiglianza di vernice superficiale, ma in modo vitale, in profondità e fino alle radici – la cultura e le culture dell’uomo […] partendo sempre dalla persona e tornando sempre ai rapporti delle persone tra loro e con Dio”

(Paolo VI, Evangelii nuntiandi, 20)

PAOLO VI

“…..Data la gravità dell’ora, la Chiesa – spinta dalla sollecitudine per la Nazione – fa appello alla responsabilità della società nelle sue diverse articolazioni – istituzioni, realtà politica e della finanza, del lavoro e delle sue rappresentanze – perché prevalga il bene generale su qualunque altro interesse. È necessario stringere i ranghi per amore al Paese. La vita della gente è in grave affanno e sente che il momento è decisivo: dalla sua soluzione dipende la stessa tenuta sociale. È l’ora di una solidarietà lungimirante, della concentrazione assoluta – senza distrazioni – sui problemi prioritari dell’economia e del lavoro, della rifondazione dei partiti, delle procedure partecipative ed elettive, di una lotta penetrante e inesorabile alla corruzione: problemi tutti che hanno al centro la persona e ne sono il necessario sviluppo. Quando – per interessi economici – sull’uomo prevale il profitto, oppure – per ricerca di consenso – prevalgono visioni utilitaristiche o distorte, le conseguenze sono nefaste e la società si sfalda. Dispiace molto che anche dalle Regioni stia emergendo un reticolo di corruttele e di scandali, inducendo a pensare che il sospirato decentramento dello Stato in non pochi casi coincide con una zavorra inaccettabile. Che l’immoralità e il malaffare siano al centro come in periferia non è una consolazione, ma un motivo di rafforzata indignazione, che la classe politica continua a sottovalutare. Ed è motivo di disagio e di rabbia per gli onesti. Possibile che l’arruolamento nelle file della politica sia ormai così degradato?”

(Dalla PROLUSIONE del Card. BAGNASCO del 24 settembre 2012)

IL CARD. BAGNASCO

LA RISPOSTA ESIGE UNA FORMAZIONE ANCHE POLITICA DEI LAICI CHIAMATI ALLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE!

Tratto dal Sito romano di ILEF – ITALIANI LIBERI E FORTI

www.ilefroma.it

ILEF TESTATA

 

 www.italianiliberieforti.eu

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