ELEONORA MOSTISono lieto di pubblicare questo bell’intervento della dottoressa Eleonora Mosti che, traendo spunto dal recente Concorso, intavola una articolata riflessione attorno al delicatissimo tema della scuola nel nostro Paese.

La Mosti è Vice Segretario Nazionale di ILEF – Italiani Liberi e Forti (oltre che, dal 2010,  Segretaria Nazionale dell’AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici) ed il seguente scritto è comparso il 24 dicembre 2012 sul Sito Nazionale del Partito.

La società contemporanea, nel suo insieme, sembra delinearsi sempre più come un sistema complesso e incerto, oggetto di continui cambiamenti che vanno a incidere sui processi evolutivi e, quindi, su tutto il sistema scolastico.

Da questo deriva che anche la scuola debba rimettersi in gioco e fare i conti con il mondo lavorativo, economico, imprenditoriale stando al passo con i tempi e con le nuove tecnologie. In questa prospettiva, è importante includere le richieste del sistema produttivo, cercando di ottimizzare tutte le risorse possibili per una scuola che punti, soprattutto, alla crescita della persona in relazione ai continui cambiamenti e alle richieste della società di oggi.

 Ma quali richieste vengono avanzate ai docenti di oggi?

Partiamo dalla constatazione di questi giorni  sui 321.210  aspiranti all’insegnamento che si sono cimentati in un mega concorso così diverso dalle prove del 1999. Infatti leggiamo su un quotidiano nazionale:

“niente folle oceaniche e aule modello hangar, ma sedicimila gruppetti di aspiranti prof, distribuiti capillarmente nelle 2.520 aule di informatica delle scuole di tutta Italia, unite dalla rete del web. Cinquanta quesiti a risposta multipla da risolvere in 50 minuti. A quiz concluso, subito l’esito.”

L’innovazione l’ha fatta da padrona e tanti aspiranti docenti hanno chinato il capo e subito si sono adeguati alle nuove modalità concorsuali. Altri hanno esplicitato la realtà delle cose cioè quella che, tra i tanti candidati, molti hanno “tentato” il destino, senza la giusta preparazione, sperando di poter conquistare un “posto” di lavoro.

Già da principio, dunque, viene chiesto ai futuri docenti professionalità, sinonimo di competenza, azione dinamica e motivata per arrivare ai ragazzi con uno spirito che abbia come obiettivo il condurre le nuove generazioni verso il sano progresso sociale.

Afferma il Ministro Profumo:

“L’Italia è pronta, ha bisogno soltanto di una leadership in grado di prendere con coraggio le decisioni capaci di rimettere il Paese al passo con le nazioni più moderne».”Già ma l’Italia in fatto d’istruzione ancora non è unita e la dice lunga la prima indagine fatta dopo il primo giorno di Concorso. Si legge sempre sul quotidiano: -“volere stilare una classifica sulle regioni con i più bravi  (provvisoria visto che  del primo giorno di concorso ) ci sono Toscana (44,6% promossi), Lombardia (41,2), Piemonte (40,9), Liguria (40,4), Emilia Romagna (40). Seguono Friuli Venezia Giulia (39,4), Veneto (39,1), Marche (38), Lazio (37,8), Abruzzo (34,6). Al di sotto della media nazionale del 33,6 ci sono Puglia (32), Umbria (31,4), Sardegna e Sicilia (26,3), Campania (26,2), Calabria (21,3), e ultime a pari merito Basilicata e Molise (21,2)”.

Pensare all’Europa è importante, ma prima è necessario occuparsi dei buchi neri della nostra istituzione scuola. Non occorrono grandi trasformazioni, basterebbe rendere attuativi i programmi già approvati e riconsiderare la professione docente sul piano valoriale ed economico. I docenti, vocazionalmente abili, non possono essere apprezzati solo dopo atti eroici o calamità. Esiste un “quotidiano” in aula che dura anni interi, si vive una relazione  durante la quale l’insegnante osserva il bambino  diventare giovane al pari spesso degli stessi genitori e quel docente, se fallisce nel suo ruolo educativo, diventa un veicolo di futuro degrado generazionale, assumendo anch’egli la sua parte di responsabilità.

Alla scuola il compito di non tradire le aspettative di innovazione, alla nuova generazione di politici la promessa di non tradire ancora una volta gli insegnanti.

Eleonora Mosti

ILEF - SERVIRE, NON SERVIRSI

http://www.italianiliberieforti.eu/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=73&Itemid=101

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