BRINDISI

Le schermaglie in casa del neonato (meglio dire: nascente) Ncd – Nuovo Centrodestra (LEGGI QUI)  potrebbero avere l’effetto di fare passare in secondo piano la grave crisi politico-amministrativa in cui versa l’attuale Giunta che regge il Comune di Brindisi. E non par vero al Sindaco Consales che, almeno per qualche giorno, non si parli dell’oramai acclarato fallimento della esperienza al governo della città. Ma, è noto: i problemi mica scompaiono per incanto oppure cessano di esistere perché scompaiono dalle prime pagine dei giornali. La crisi di Consales, la sua Giunta e, in definitiva, della maggioranza che lo sostiene è palese, grave e riteniamo irreversibile.

Ma si diceva delle frizioni nel nascente Nuovo Centrodestra: in realtà esse sono l’altra faccia della stessa medaglia. Come è noto la esperienza di governare il Comune capoluogo (e prima ancora l’Ente Provincia) con una atipica maggioranza di centro-sinistra ha fatto perno sulla persona di Massimo Ferrarese.

Persino la stampa nazionale ha parlato del cosiddetto “laboratorio” quindi non dico nulla di nuovo o nulla che non sia stato già detto e ridetto. Attenzione: le frizioni nella maggioranza sono iniziate indipendentemente dalle inchieste giudiziarie, questo è importante ricordarlo. Che esistesse (esiste) un problema tutto politico fra il Pd e Massimo Ferrarese non è un mistero. Chi lo negasse farebbe un torto alla verità. Le inchieste giudiziarie (abbastanza bipartisan) hanno solo acuito quella che era ed è una fragilità congenita di questa maggioranza.

La scelta di Ferrarese di aderire al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano ha fatto definitivamente saltare quella parvenza di equilibrio su cui si reggeva una Giunta inconcludente, falcidiata da veti incrociati ed inesorabilmente stanata con le numerose inchieste giudiziarie. Il destino di questa Amministrazione è segnato ed il giudizio politico amministrativo è inesorabile.

Resta tutto da sciogliere il nodo del Nuovo Centrodestra. Un tot di litigiosità, per quanto fastidiosa, è inevitabile e persino fisiologica all’interno di un partito che nasce da una scissione. Ma il propium tutto brindisino è proprio Massimo Ferrarese. Che, come si è detto piu volte, è persona garbata, capace, onesta, leale, moralmente ineccepibile. Ma il suo ingresso in politica è stato caratterizzato da una ambiguità (la collocazione politica, il famoso laboratorio insomma) che se inizialmente è parso essere una forza ed un fattore positivo ora si rivela in tutte le sue contraddizioni.

Di più: dal suo ingresso in politica ad oggi le persone che hanno aderito, sostenuto ed accompagnato la sua avventura politica lo hanno fatto per una sorta di supporto incondizionato alla sua persona, indipendentemente dagli schieramenti politici.

Nel momento in cui Ferrarese diventa leader locale di un grosso partito nazionale –ed è precisamente quanto sta avvenendo a Brindisi e provincia- tutte le contraddizioni emergono. Ed ecco che Ncd rischia davvero di naufragare. Di chi è la colpa? Non credo di essere distante dal vero se individuo in Alfano il responsabile. Con mille attenuanti, per carità. Ma quando si costituisce un movimento/partito le attenzioni alla periferia devono essere non massime, di più!

E stante la situazione che si è cercato di spiegare finora la scelta di Alfano pare inopportuna. O meglio: incompleta, almeno. In un contesto atipico e litigioso come il nostro non poteva bastare (ed infatti non è bastato) un semplice colloquio romano. La seguente conferenza stampa è stato solo uno dei tanti happening cui Ferrarese ci ha abituato. Ma, in questo caso, non poteva bastare. Anche la presenza di un parlamentare pugliese –con tutto il rispetto- non poteva assicurare o garantire (e men che meno sostituire)  il “placet” del Segretario Nazionale. Parrebbe semplice, ora, dire “Venga Alfano a chiarire le cose”. In realtà, al momento, l’impressione è che neppure la presenza a Brindisi del leader nazionale potrebbe pacificare la situazione. La soluzione? Ah, non lo so: sono solo un semplice blogger.

cosimo de matteis

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