All’inizio degli anni Novanta ci fu un lungo dibattito all’interno del nostro Paese attorno al sistema elettorale. Era una classe politica corrotta che, giunta allo stremo, provava a riciclarsi. Individuarono nel cambiamento della legge elettorale la panacea di tutti i mali. In realtà, e senza la pretesa di voler narrare con esaustività la vicenda, hanno “derubato” il cittadino italiano di un suo diritto. Che era quello di scegliere il candidato al Parlamento che maggiormente preferiva.

preferenza
Deve tornare la possibilità di votare il partito ed esprimere il voto di preferenza scegliendo fra i candidati: no liste bloccate , no nomi sulla scheda.

Con la scusa della governabilità, col pretesto di eliminare il cosiddetto “voto di scambio” ed altri bizantinismi il risultato è stato che hanno tolto la possibilità di votare il proprio partito (introducendo le coalizioni) e soprattutto il diritto di scrivere nome e cognome del candidato.

Le cosiddette “liste bloccate” sono una prepotenza: il cittadino si trova di fronte alla impossibilità concreta di scegliere a chi realmente dare il proprio voto.

Ora si torna a parlare di legge elettorale: auspicabile un sistema proporzionale (magari con leggero sbarramento) ma soprattutto il ripristino del voto di preferenza.

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