L’espressione “liberi e forti” di Sturzo è una delle più abusate nella storia della politica italiana. Se ne sono, indebitamente, impadroniti un po’ tutti. Persino qualche grillino ora si scopre sturziano! Ovvio che la cosa faccia ridere ma questo è il livello raggiunto dalla politica italiana, specchio purtroppo fedele della società.

L’altro equivoco, da spazzare via definitivamente, è la sostanziale equiparazione fra il Partito Popolare di Sturzo e la DC. Due cose diverse.

scudo ppi

C’è persino chi ritiene Sturzo il fondatore della Democrazia Cristiana e chi lo allinea sul “pantheon” assieme a La Pira e Moro, suoi feroci avversari e soprattutto padri di quel centrosinistra che ha sfaldato la politica italiana e favorito la scristianizzazione della società.

L’altro equivoco da eliminare è il “centrismo assoluto” di Sturzo: il Sacerdote siciliano si è trovato ad operare in un contesto nel quale quello del “centro” (beninteso: fra virgolette. Ed anzi si accolgono volontari che vorranno spiegarci cosa è il “centro”) fu una scelta quasi obbligata: aveva alla “sinistra” un nascente socialismo furioso (che poi si sarebbe sdoppiato e dato vita al sulfureo comunismo) ed alla “destra” un nascente fascismo (regime illiberale cui è impossibile guardare con simpatia ed indulgenza, anche oggi) e quella destra liberale che di “destra” e di “liberale” aveva solo il nome: era solo e soltanto massoneria, lo sanno tutti. Ed ora lo sai pure tu.

Per ora ci fermiamo qui. Noi siamo fortemente debitori a chi il pensiero di Sturzo ce lo ha trasmesso: per ragioni anagrafiche nessuno ha potuto conoscerlo di persona. Ma non accettiamo lezioni da chi colloca Sturzo e/o improbabili “movimenti sturziani” con le elite bancarie.

Nessuna demonizzazione del capitalismo e del libero mercato: una società si fonda sulle libertà. Libertà di religione, la prima di tutte le libertà. E quindi libertà di educazione, mercato libero con poche regole, proprietà privata legittima e sacrosanta.

Ma si trascura il giusto –e sottolineo: giusto- rigore morale di Sturzo. Che è quanto mai necessario ancora oggi. Anzi, oggi più di ieri. E’ intollerabile che chi vive situazioni familiari irregolari (concubinaggio, adulterio, omosessualità proclamata) possa farsi portavoce delle istanze sturziane. Che non ha mai voluto un partito confessionale, è vero. Ma non si mai sognato di ammettere nel suo partito degli sporcaccioni immorali.

Torniamo a Sturzo, quindi. Ma con queste attenzioni. Sennò ogni “rinascimento popolare” rischia di diventare una barzelletta. Che non fa neppure ridere.

 

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