A tutti i lecchini diccì liberi e forti

A tutti i nostalgici della diccì,

rivolgo un appello semplice e diretto. Che, conformemente alle regole dei social, -elaborate da improbabili ed improvvisati “ceo” della comunicazione- deve essere breve e  di poche righe sennò le “persone cambiano sito” ed il nuovo sito è solo ad un clic di distanza.

A tutti costoro, dico:

quel posto pubblico che avete (anzi: molti di voi già si “godono” la pensione. Magari con la “seconda moglie”, in pieno stile ipocriti diccì) con quale politico lo avete avuto?

Quale potente vi ha raccomandato?

Lo avete ottenuto regolarmente? Bene. Allora ditelo: io, Pinco Pallino, ho lavorato dal 1979 al 2007 presso L’Ente Statale Per L’Impiego Dei Lecchini (Ente inventato ma magari esiste davvero) e sono entrato in suddetto Ente senza nessuna raccomandazione o frode o favoritismo.

In Fede.

Lecchino Diccì.

EUTANASIA- Il silenzio di tanti pastori

Questa settimana i Radicali hanno portato a casa un importante successo. Non solo perché hanno ottenuto Questa settimana i Radicali hanno portato a casa un importante successo. Non solo perché hanno ottenuto la morte di dj Fabo in Svizzera, architettando con estremo cinismo una sceneggiatura sin nei minimi particolari.

No, c’è di più. Sono riusciti ad imporre un dibattito sull’eutanasia ammazzando tutta la domanda di significato che nasce nel cuore di ogni uomo di fronte ad un caso drammatico come quello di Fabiano. In questi giorni sembrava che l’unico problema fosse: legge si, legge no, legge quando e in quali circostanze. Eppure la vera domanda è un’altra: la vita ha un senso? E se ha un senso, ce l’ha anche nella sofferenza che inevitabilmente la vita porta con sé?

La risposta a questa domanda c’è ed è vissuta e testimoniata da malati terminali o da disabili gravi che vivono tra di noi e, nella loro condizione, gridano al mondo che la vita è bella, che la vita vale, che la vita è un bene, sempre. Perché la vita diventa insopportabile non perché esiste il dolore, ma quando manca un senso, un significato. E qual è questo significato? Cristo può essere la risposta esauriente a tutta la nostra vita? “Io sono la via, la verità e la vita”: Gesù Cristo è la risposta. Che tristezza vedere in questi giorni il silenzio di tanti pastori, oppure mezze parole, o ancora l’andare dietro ai discorsi sulla legge. Evitando di dire le uniche parole che il mondo attende: “Io sono la via, la verità e la vita”.

Eppure solo da qui si può ripartire.

RICCARDO CASCIOLI – Direttore de “La Nuova Bussola Quotidiana” 

la morte di Micheal Novak, filosofo della libertà (e liberale)

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Ieri,  17 febbraio 2017,  a Washington DC è morto, all’età di 83 anni, Michael Novak, giornalista, scrittore, filosofo, diplomatico, uno dei maggiori pensatori cattolici del Novecento. La sua lunga battaglia culturale fu quella di liberare il concetto di giustizia sociale dalle secche dell’utopismo e dello statalismo e di riscoprire le radici cristiane della società libera e democratica. Un signore dai modi gentili, ricco di umorismo, lo abbiamo visto più volte anche in Italia. Laureato in filosofia allo Stonehill College, aveva conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e un Master in Storia e filosofia della Religione ad Harvard. Non ha mai dimenticato l’italiano: “lo parlo anche meglio, dopo aver bevuto del buon vino”, diceva sempre, scherzando, ai suoi interlocutori.

Dopo essere stato corrispondente del National Catholic Reporter al Concilio Vaticano II, fu il primo professore cattolico romano a insegnare una materia umanistica all’università di Stanford, negli anni cruciali della contestazione studentesca, dal 1965 al 1968. Inizialmente partecipò intellettualmente al movimento contro l’intervento americano nel Vietnam. Non si contrappose frontalmente ai contestatori, ma tentò di insegnar loro un umanesimo cattolico, opponendosi al tempo stesso alla loro visione utopistica e rivoluzionaria. Fu in questo contesto che maturò le sue idee: per la modernità e la libertà, ma saldamente ancorato agli insegnamenti sociali della Chiesa. I mali che identificava nel pensiero utopistico, nel costruttivismo e nello statalismo, furono oggetto della sua critica implacabile, che lo portò lontano dalle sue originarie posizioni. Dal 1978 fino al 2010 fu una delle menti del think tank conservatore American Enterprise Institute (Aei), uno dei luoghi di pensiero che più hanno contribuito alla difesa del libero mercato e delle sue basi morali. Con Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo (1982), Novak giunse alla conclusione che il sistema americano fosse il frutto della fusione fra un sistema politico (democratico), uno economico (liberale) e uno culturale (cristiano) inscindibili.

Molto vicino a San Giovanni Paolo II, la sua opera influenzò innegabilmente l’enciclica sociale Centesimus Annus del 1991. Per il presidente statunitense Ronald Reagan lavorò come diplomatico, prima come ambasciatore Usa nella Commissione dei Diritti Umani dell’Onu (1981-1982) e poi alla testa della delegazione statunitense nella Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa nel 1986, negli anni finali della Guerra Fredda. Nella metà degli anni ’80, con l’Aei, mise in piedi un gruppo di studio su Famiglia e Welfare che produsse le basi per la successiva riforma dello stato sociale americano.

La sua idea di giustizia sociale, smarcata dalle utopie novecentesche, parte dalla persona. La persona, per Novak, è portata a cooperare nella sua comunità per il raggiungimento del bene comune. Se lasciata libera di agire, la persona può usare i suoi talenti per associarsi e raggiungere fini sociali. La società deve restare libera, appunto: lo Stato può intervenire in via sussidiaria, nei campi in cui la persona non ha le forze per agire da sola. Ma per conseguire i fini della giustizia sociale, non occorre uno Stato forte, occorre una società vitale. L’imprenditore è una figura chiave: non va inteso come un egoista, che agisce a scapito degli altri, ma la sua è una “vocazione”, è un attore sociale che può porre il suo talento e la sua ricchezza al servizio del prossimo. Per sua logica intrinseca “l’impresa richiede una condotta morale”. Un comportamento immorale dell’imprenditore conduce al fallimento, oltre che alla sua disgrazia. La giustizia sociale non si realizza contro il capitalismo, neppure in una terza via a metà strada fra capitalismo e socialismo, bensì nel capitalismo, un sistema economico che, pragmaticamente, Novak considerava: “non il migliore dei mondi possibili, ma finora quello più accettabile”. “Il capitalismo di per sé, non essendo né una religione né una filosofia, non ha come fine il Regno di Dio – scriveva in Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo – Suo scopo non è nutrire le anime, diffondere una filosofia né uno stile di vita. Eppure, al contrario di quanto avviene nelle società socialiste o in quelle tradizionali, le sue istituzioni contribuiscono ad innalzare la moralità della popolazione e favoriscono lo sviluppo di alcuni comportamenti morali. Sino a un certo punto dunque, il capitalismo si presenta non come un mero insieme di tecniche prive di anima ma come una scelta di vita”.

Michael Novak fu un critico spietato della laicizzazione delle élite americane, soprattutto nell’era delle due amministrazioni Obama. Nella sua ultima lezione tenuta presso l’università estiva dell’Acton Institute, il 17 giugno 2016, aveva lanciato un chiaro monito a non perdere le radici cristiane. “Nella Seconda Guerra Mondiale gli Usa combatterono fino alla resa incondizionata dei dittatori nemici e alla costruzione di un nuovo ordine mondiale assieme agli alleati. Il nuovo ordine era basato, essenzialmente, sui valori cristiani. La globalizzazione è nata con il cristianesimo, con l’annuncio del Vangelo a tutte le nazioni. I diritti umani sono nati con il cristianesimo. Madison, Jefferson e gli altri padri fondatori degli Stati Uniti riconoscevano di essere creature del Creatore, da adorare e obbedire. L’universalità dei diritti, la libertà di coscienza, non solo di credo, sono altre eredità del cristianesimo, che è universale nel suo annuncio. Al giorno d’oggi, una percentuale sempre maggiore di americani si ritiene atea e una percentuale ancora maggiore si è convinta che la Terra sia una divinità. L’ateismo è diffuso soprattutto fra le élite intellettuali. Gli Usa sono attualmente una nazione di cristiani governati da una minoranza di atei. Eppure anche la cultura atea deve tutto all’eredità cristiana. La libertà personale, per esempio: il primo uomo libero è San Paolo. Fratellanza: è un principio universale chiaramente introdotto dal Vangelo. Per Gesù, noi siamo tutti fratelli. Uguaglianza: Dio creatore supera ogni potere terreno, ai Suoi occhi siamo tutti uguali, tutti mortali. Scuole, ospedali, università, librerie, le prime donne alla testa di istituzioni, sono tutte eredità del cristianesimo”. Ai giorni nostri si pretende di rimuovere questa eredità, soprattutto per paura. “Il cristianesimo – ricordava Novak – è sempre una storia di Croce. Non promette la felicità in terra, non è un idillio. Si arriva al compimento attraverso il dolore. L’ateismo cresce, perché si ha paura del giudizio: sempre più gente rifiuta di essere giudicata. Non si vuole più credere che ci sia un Bene e un Male, si preferisce credere nelle buone maniere”.

Articolo di STEFANO MAGNI pubblicato da “La Nuova Bussola Quotidiana” di sabato 18 febbraio 2017 col titolo “Micheal Novak il filosofo della libertà” (CLICCA QUI) 

 

Tre interviste de La Nuova Bussola Quotidiana a Michael Novak

“Vi spiego perché Trump ha conquistato gli americani”

Parla Novak: “L’America è ancora cristiana”

Novak: “Obama consegna l’Iraq ai terroristi”

“Tranquilli, compagni. Abbiamo vinto”

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Un dovere conservare  l’Unione Europea”, ha arringato Mario Monti, senatore  a vita e distruttore finale dell’economia italiana per conto di Merkel.   “Io sto  con chi vuole difendere questo progetto europeo, migliorarlo, andare avanti .  Sto con quelli  che vogliono andare verso gli Stati Uniti d’Europa. Tornando a 28 staterelli non capisco quali problemi si risolverebbero”,  ha dichiarato Emma Bonino, la donna di Soros   in Europa,   plauditrice di tutti gli “Interventi umanitari” di Bush jr. e Obama, antica praticatrice di aborti con pompa di bicicletta.
“Ha ragione Mario Draghi, senza l’integrazione europea saremmo tutti più poveri.  Senza l’Europa si torna ai nazionalismi con tutti i rischi che comportano. Siamo qui per   rilanciare l’Europa Unita perché oggi c’è chi la minaccia, come Trump”:   ha esortato Giorgio Gori, ex  uomo-Fininvest e direttore di Canale 5, marito  di Cristina Parodi,imprenditore tv, passato ai “democratici” ed oggi sindaco  di Bergamo  per il PD.
“Il consenso anti-Europeo è effimero”, ha assicurato Francesco Rutelli, che  esordì come fantolin da kul di Marco Pannella, elevato a  ministro  da Carlo Azeglio Ciampi nel suo governo (dettato dall’alto), famoso  sindaco di Roma corresponsabile del buco nero di 13 miliardi, nonché “Miracolato” nell’inchiesta sui milioni di euro di fondi (rimborsi elettorali) della Margherita, inchiesta che invece   ha fulminato il suo braccio destro Lusi, il quale – di quei fondi,  ha sempre detto di aver fatto quel che gli ordinava Rutelli.
Così  è stata fondata, l’11 Febbraio a Milano, la lega di tutti coloro che  in Italia sulla UE ci hanno guadagnato, dalla UE hanno  avuto il potere che gli elettori gli hanno negato, e che ora si sono coalizzati per difendere con le unghie (di tigre)  e i denti  (d’acciaio)  contro tutti quelli che vogliono  cambiare il sistema.  Il tutto naturalmente trasmesso da Radio Radicale e  per iniziativa del “sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova”.
Il nome della nuova formazione è tale che forse  Berlusconi potrebbe vantarne una primogenitura, se non  un marchio depositato: “Forza Europa!”.  Benedetto Della Vedova: “Forza Europa  è una chiamata alle armi liberali, non violente e democratiche per combattere contro l’ideologia della chiusura. Oggi abbiamo dimostrato che è possibile prendere gli applausi parlando bene dell’Europa. E a Renzi, con cui ho condiviso convintamente la battaglia referendaria e di cui ho apprezzato la leadership di governo, dico che assecondare l’euroscetticismo finirà  per danneggiare in primis lui stesso e il Pd”.
Il tutto trasmesso da Radio Radicale (3 ore e 51),  perché l’iniziativa l’ultima dei radicali, ha radunato radicali sciolti e a  pacchetti, attuali ed ex sulla via del ritorno: perché radicali  si è per sempre.
https://www.radioradicale.it/scheda/499815/forza-europa

Oltre Bonino e Della Vedova, Davide Giacalone (L’Opinione, il quotidiano inesistente dei radicali pagato  da voi contribuenti), Marco Cappato (Eutanasia Libera!) ,  Riccardo Magi (segretario Radicali italiani), Simone Fissolo (presidente Gioventù Federalista Europea),  altri libertari e liberali e transazionali  in odore massonico.  Importante la ricomparsa   al convegno dei radicali europoidi come revenant (spettro) di una morta stagione, “il senatore Carlo Scognamiglio”, ex Partito Liberale, messo da Berlusconi a fare il presidente del Senato,  poi  passato all’UDR   di Clemente Mastella e Cossiga;  in questa vesta divenuto ministro (Difesa) nel governo di Massimo d’Alema –  bella parabola per un  liberale malagodiano poi forzitaliota,  sboccare  nell’ex partito comunista.  Ma  cosa volete, è un presidente dell’Aspen Club Italia, soprattutto “è sposato con Cecilia Pirelli” dopo essere stato sposato “con Delfina Rattazzi, figlia di Susanna Agnelli”.  Ciò  ha  conferito alla sua nullità il rispetto che gli si deve.
Non si sottovaluti questa accolta.  La rende ancor più pericolosa la partecipazione  di Mario Monti e di suoi tirapiedi di Sciolta Civica.  Ovviamente Monti è il solito solenne cretino,   di cui va segnalata la limpida  prosa  che ha ingarbugliato  anche nel convegno dei radicali: “Non credo sia catastrofismo impiegare la nostra immaginazione nella costruzione di scenari in cui l’Unione Europea sia stato un importante fenomeno transitorio”: il che vuol dire: “L’Unione Europea rischiamo davvero di perderla”.

La loro pericolosità non viene dalla loro intelligenza. Ma, a confronto con i malcerti, intellettualmente bassi e impreparati “sovranisti e nazionalisti” (la Meloni,  Grillo, alvini) hanno molti vantaggi di partenza.  Anzitutto per la quantità di fondi che possono mobilitare per la loro “guerra  ai  nazionalismi”.  Hanno amici esteri che hanno le casse piene per la lotta, la Bonino può far conto   su Georges Soros, oltre che su Bilderberg, BCE, Berlino.  Sono da decenni nelle stanze del potere,  ci si sanno muovere, sono esperti  di lobbismo e interni ai poteri forti. Inoltre – e forse più grave- hanno una capacità di entrismo  – ossia di infiltrazione nei partiti altrui per parassitarne al forza elettorale ai loro scopi –  che è addirittura prodigiosa. Emma Bonino che passa da Prodi a Berlusconi, è  un esempio. Scognamiglio da Forza Italia a D’Alema un altro. Marco Cappato che riesce a diventare deputato europeo benché votato da nessuno, ma solo perché   subentra alla Bonino che   rinuncia perché s’è fatta nominare ministra (del commercio Estero) dal secondo governo Prodi,  è un terzo  caso notevole.
Ma nessuno di questi supera   la portentosa sequenza di salti della quaglia e acrobatici trasformismi  del vero virtuoso  dell’entrismo-parassita, lo stesso Della Vedova, il fondatore di Forza Europa.
Confesso che quando, distrattamente ascoltando Radio Radicale, ha sentito i suoi titoli, “senatore e sottosegretario agli Esteri Benedetto  Della Vedova”,  mi  sono stupito: ma come, è anche nel governo Gentiloni? Io avevo perso parecchi giri,  come “controllore”  e suggeritore  – e probabile autore del suo svuotamento politico con finale rovina  –  di Gianfranco Fini, ex Msi,  presidente della Camera in forza Polo delle Libertà.
Sono dovuto andare a rivedere la sua carriera, restandone ammirato e stupefatto. Della Vedova, nel ’94,  compare come Segretario  nazionale e tesoriere del movimento dei Club Marco Pannella-Riformatori. Dal 1997 al 1999 è dirigente della Lista Pannella.
Nell’ottobre 1997  Umberto Bossi ha la pensata di indire “elezioni” della Lega per un fantomatico “Parlamento del Nord”. Ebbene, ci credereste?  Della Vedova partecipa e viene  pure eletto nella  Lista Pannella antiproibizionista e referendaria.
Nel 1999 fino al 2004 è  deputato europeo nella  Lista Emma Bonino.  Nel 2005,  Berlusconi (terzo governo)  lo nomina  membro del CNEL, ente pubblico. Collabora al Corriere (Economia), al Foglio dell’ateo devoto Ferrara, al Sole 24 Ore, e a  Radio Radicale.
Poi (2005)  entra nella Casa della Libertà in  un guppo di radicali appositamente formato (Marco Taradash , Giuseppe Calderisi e Carmelo Palma) perché scopre che “il posto più adatto alle istanze radicali e liberali fosse il centrodestra”;  mentre con movimento specularmente contrario, Pannella intruppa il suo partitino nella “sinistra”, formando “La Rosa nel Pugno”, simbolo usato dal socialista Mitterrand.
Berlusconi candida Della Vedova nelle liste di Forza Italia, in cui viene (naturalmente) eletto (Taradash e gli altri, trombati); entra quindi in Commissione Finanze, dove fa avanzare “temi libertari”. Utilizza anche  certi  legami “americani”: nel 2007 tiene un discorso al Congresso, Commissione Ambiente di Washington. Quando Forza Italia diventa “Popolo della Libertà” (partito unico delle destre), Della Vedova ci si ficca col suo drappello di radicali:  firma la proposta di modifica dell’articolo 215  del codice civile, allo scopo di “permettere il riconoscimento dei figli incestuosi”.  Nel 2009 “si avvicina a Gianfranco Fini”,   che in quel momento è presidente della Camera e, montatosi la piccola testa, si crede uno stratega politico, e lo “consiglia” soprattutto   “in tema di laicità delle istituzioni”. Insomma lo intorta  e fa di Fini, con il suo partito non-più-fascista, una formazione radicale libertaria, liberista e transnazionale.  Quando il Pirla Fini si fa cacciare  dal Cavaliere  a cui contava di fare le scarpe, Della Vedova lo segue nel neo-gruppo che Fini ha formato (Futuro e Libertà, una sparuta, effimera  e  disorientata accolita di yes-men) e  la impegna con  successo in battaglie come: “dibattito sullo status  giuridico delle unioni fra persine dello stesso sesso” e “nuove norme in materia di procreazione medicalmente assistita”.  Insomma  tipiche istanze da Alleanza Nazionale.

Fini il Pirla, strumentalizzato, usato, consumato e  infine appallottolato come  un pacchetto di sigarette vuoto, scompare nel cesso della storia (anzi della cronaca rosa-nera, avendo sposato il  Cognato a cui ha regalato la nota magione a Montecarlo, sfilandola al partito).   Dunque Fini non c’è più. Non c’è più AN, non più il MSI;  scomparso nel cesso Bossi, travolto dallo scandalo Trota e fondi neri;  nel  2011 non  c’è più nemmeno Berlusconi al governo, cacciato da Draghi e Merkel con il trucco dello spread.   Eppure, lo credereste? Nell’annullamento di tutto il centro destra e del  suo patrimonio elettorale sprecato e dissipato, continua ad esistere Benedetto Della Vedova. Nel 2011 “viene designato capogruppo  di Futuro e Libertà”.  Praticamente il radicale  è il capo delle destre, o di quel che ne rimane.
Giusto in tempo per farsi eleggere al Senato  nel 2013 in una lista chiamata “Con Monti per l’Italia”.  Viene eletto, ed allora si iscrive   al partituzzo che Monti (l’altro storico  Pirla) ha appena formato sperando di far concorrenza al  PD di Bersani e svincolarsi dalla tutela dei comunisti: Sciolta Civica.
Come forse ricorderete,  la formazione di Monti viene abbandonata e tradita da Monti stesso, si sgretola presto,  anzi si scioglie come un gelato da 50 centesimi caduto sull’asfalto. Fine? Macché: Della Vedova  è già saltato nel governo di Matteo Renzi,  ed  in buonissima posizione: sottosegretario agli Esteri, il suo primo incarico governativo.  Con delega ad  occuparsi della  integrazione europea. In questa veste ufficiale, egli promuove l’integrazione della Serbia nella UE;   impegna l’Italia in solidarietà con Israele ; apre la Farnesina ai “diritti delle persone LGBT”.

Cade anche Matteo Renzi, infine, cacciato dagli italiani che hanno detto No al suo referendum.   Notate che Della Vedova ha “appoggiato convintamente” (parole sue)  quel referendum  e le “riforme” di Matteo Renzi.  Potreste pensare che sia stato travolto nella stessa rovina. Ma no,  “il 29 dicembre 2016 viene riconfermato nel medesimo incarico dal premier Paolo Gentiloni”,    ci informa Wiki. Dunque è nella veste di sottosegretario agli Esteri che il prodigioso misirizzi, il fantastico acrobata del triplo salto della quaglia, il radicale ultraliberista, ha radunato tutte le forze attorno alla “difesa della   UE contro i sovranismi e nazionalismi”. Contro la volontà popolare, puntando sul fatto che “Il consenso anti-europeo” è “effimero”, che   si può  far cambiare idea a  questa volontà popolare ondeggiante.  Con fondi illimitati che possono essere mobilitati, Soros, Obama, ONG liberiste e libertarie; tutti i media mainstream; la radio dei radicale  che noi contribuenti paghiamo 20 milioni l’anno, consentendo con ciò la vita stessa del partito inesistente sul piano elettorale.
Se guardo allo schieramento opposto (Meloni, Salvini, Grillo e i grillini) non vedo nemmeno lontanamente  altrettanta furbizia,  capacità di occupare il potere sotto qualunque partito,  collegamenti internazionali, fondi  a disposizione – anzi nemmeno un  paragonabile “focus” ,  concentrazione, sullo scopo principale.
Ci  resta la basita ammirazione per Della Vedova e   la sua abilità nell’usare i partiti come taxi.  Che, peraltro, si lasciano usare così solo dai radicali.   Al lettore,   offriamo la riflessione di cosa sia diventata la “democrazia” italiana, questo sfasciume e mozziconi di residui partitici  senza più  alcun  progetto, se non quello di  durare acquattarsi ed evitare  le  elezioni –  un  cumulo di macerie fumanti (di  m.) che,  nell’insieme,forma il partito radicale di  massa. Oggi, europeista. Naturalmente oligarchico.
“Aveva ragione Marco Pannella. Hanno riferito che prima di morire ha pronunciato queste parole: Tranquilli, compagni. Abbiamo vinto”   (Danilo Quinto:  a proposito: lo potete ascoltare a Barletta il 19 febbraio).

Questo articolo è stato scritto e  pubblicato qui

i radicali sono alle comiche finali (era ora)

BONINO 2016

I gatti, si sa, hanno sette vite. Ma non sono immortali: prima o poi crepano e diventano una fecale fetida carogna. Anche l’impero sovietico pareva eterno. Ed anche la diccì pensava di comandare per sempre l’Italia coi sui gesuitismi e bizantinismi (che Fini ha imparato da loro). Ebbene, pare esser giunta la estrema ora pure dei radicali.

Verrebbe da far mille battute (già circolano in rete da quelle scontate e sceme “scissione dei radicali: come la fissione dell’atomo” a quelle diciamo originali “radicali verso la scissione: ognuno va dal suo pusher”) sul fatto che, essendo non violenti, non dovrebbero scannarsi come pare stiano facendo. O anche che non devono attaccarsi alla “roba” come li ammoniva il defunto Marco Pannella (e qui l’ex tesoriere potrebbe raccontarne tante…). O, ad esser crudeli, si potrebbe ricordare loro che sono i proopagatori della “morte dolce”, e quindi lenta e soprattutto indolore.

Ma cristianamente li amiamo e preghiamo per la loro (e la nostra) conversione a Cristo che è la Verità. E comunque, da osservatori del quadro politico, ci occupiamo pure dei partiti-zero-virgola: da quello di Montezemolo a quello di Oscar Giannino, da quello di Fitto a quello di Passera, passando per forzaEuropa, Fare, il partito di quello che doveva guidare il centrodestra (mi sfugge il nome ora, ma c’è una lampadina come logo), del partito di povia che non si capisce quale sia (se quello di amato o quello chiamato “alla riscossa” o qualcosa simile). Anche i radicali, ahiiloro, sono degli zerovirgola. E quindi seguiremo la loro vicenda. Liberi sino alla fine.

POVIA – LUCA ERA GAY (VIDEO UFFICIALE)

TESTO DELLA CANZONE DI POVIA: LUCA ERA GAY
Secondo posto a Sanremo 2009: ispirato alla storia vera di Luca Di Tolve

di Giuseppe Povia

INTRO:
Luca era gay e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo.

1° STROFA:
Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che anche se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo argomento è diviso,
non sono andato da psicologi, psichiatri, preti o scienziati sono andato nel mio passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione
piena delle sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare
stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione, avevo 12 anni non capivo bene
mio padre disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

RITORNELLO:
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo

2° STROFA:
sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le cercavo di nascosto
c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità
un uomo grande mi fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione, il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore
sì con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi lo assolvono
cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tradire mia madre. RIT.

3° STROFA:
Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tradivamo
io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente
lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso
ma adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato. RIT.

Nota di BastaBugie: per approfondimenti sulla teoria riparativa oppure vedere il video di Luca di Tolve che racconta la sua esperienza a cui si è ispirato Povia e molto altro, clicca qui
http://www.amicideltimone-staggia.it/it/edizioni.php?id=35
Per informazioni per uscire dall’omosessualità, clicca qui
http://www.obiettivo-chaire.it

Scuola non statale: intervista a Suor Anna Monia Alfieri

Forse non tutti sanno che “l’ Italia è l’ unico paese d’ Europa in cui alle famiglie è negato il diritto alla scelta educativa”. Né solo questo: “Di fatto oggi chi sceglie la scuola paritaria paga due volte: la retta e le tasse. E poi ci sono famiglie che per i propri figli vorrebbero una scuola paritaria ma non possono permetterselo. Non è una questione ideologica, ma sociale”. A dire queste tristi realtà della scuola italiana è Suor Anna Monia Alfieri, Presidente Fidae (Federazione Istituti di Attività Educative) che conduce la battaglia della libertà di educazione non con la fissa della scuola cattolica, ma con quella dello studente al centro in una scuola di qualità, sia statale che privata. Ma pur sempre pubblica.

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Suor Anna Monia è una Religiosa dell’Istituto “Suore di Santa Marcellina” la Congregazione nata in Italia nell’Ottocento con un obiettivo specifico: vivere un carisma educativo, rivelatore della passione di Dio Padre per l’uomo. Le “Marcelline” rappresentano una eccellenza nel campo dell’istruzione scolastica non statale.

Il giornalista Andrea Zambrano ha intervistato per la “Nuova Bussola Quotidiana” proprio

STURZO INDICA LA VIA

Suor Alfieri riguardo il Ministro dell’Istruzione, signora Valeria Fedeli, fresca di nomina. E Zambrano “stuzzica” la giovane suora proprio partendo dallo statalismo di cui la sindacalista comunista è emblema, in opposizione a quella sussidiarietà tanto cara al Servo di Dio Don Luigi Sturzo

Una sfida, suor Anna?
Una sfida, sì. A viso aperto. Il governo Renzi si è chiuso con dichiarazioni di principio culturali con molte compagini dell’esecutivo che rivendicavano di aver fatto molto per l’educazione. Vediamo se il cambio di inquilino in viale Trastevere andrà in questo senso. Nei fatti, oltre che nelle parole.
E’ così? Il passato Governo ha fatto tanto per la libertà di educazione?
A parole sì, tantissimo. Ha stabilito dei principi importanti, come quello dello studente al centro, che adesso è accettato anche in tutto il mondo cattolico, ma nei fatti purtroppo no. Non è seguito nulla, anzi possiamo dire che, dati alla mano, la situazione della parità è peggiorata.
valeria-fedeliAdesso è chiamata la Fedeli. Come la vede?
Non importa come la vedo io adesso, ma come sarà lei al termine di questa esperienza ministeriale. Io la sfiderò su tre punti.
Primo.
Basta manfrine: dire che lo studente deve essere al centro, come hanno detto i suoi predecessori, non basta. Bisogna realizzarlo.
Capisco l’afflato, ma guardi che nelle sue prime dichiarazioni la Fedeli ha parlato di “mettere al centro l’insegnante” più qualche vago riferimento ai ragazzi e i giovani.
Lo studente non è vagamente giovane o ragazzo. Dire che lo studente è al centro vuol dire riconoscere che lo studente è soggetto di diritto, quindi è soggetto debole che va tutelato. Il diritto serve per turale il debole perché il sovrano ha la spada, non ha bisogno di diritto.
Secondo.
Sono i genitori che hanno la responsabilità educativa sui figli per il semplice fatto che li hanno messi al mondo e lo dice l’articolo 30 della Costituzione e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, 3 comma
Terzo.
Se la famiglia ha la responsabilità educativa ha bisogno di un pluralismo educativo che si deve giocare nella scuola pubblica. La Fedeli avrà chiaro che pubblico significa “pro populo” a prescindere da chi è soggetto gestore?
Sono popolo anche le famiglie che iscrivono i figli alla scuola pubblica non statale?
Certo che lo sono! In Italia si fatica a comprenderlo. Infatti siamo al 47esimo posto al mondo in termini di libertà educativa. A Mosca e nella laica Francia si sceglie, in Italia no violando la Costituzione e allontanandosi dalla commissione degli stati membri Ue che ha detto: rivedete il piano di finanziamento delle vostre scuole.
Questo non lo dicono mai quando si parla di Europa. Però lei con il passato governo Renzi non è stata durissima. La Giannini l’ha salvata, dica la verità.
Riconosco alla Giannini di aver avuto una visione in linea con le nostre sensibilità per quanto riguarda la parità, così come ha avuto il coraggio di invertire la rotta sul principio dei diplomifici, ma…
Ma…?
Ma anche lei caduta sotto il bombardamento dei compromessi politici gravissimi sotto la pressione dell’ansia elettorale. Si è iniziato a fare accordi sindacali, così la Buona scuola non è più fatta dai buoni docenti, ma volge verso l’ammortizzatore sociale. Sono stati inseriti 100 mila docenti per esaurire le graduatorie e abbiamo così messo una croce sul principio fondante della buona scuola fatta da buoni docenti.
Con conseguenze patetiche, però. Al nord si sono svuotate le cattedre…
Per forza. Giustamente i docenti hanno preso cattedre per tornare al sud. Senza dimenticare che questo ha causato un impoverimento del sistema di sostegno per i portatori di handicap. Ancor oggi ci sono sordomuti senza assistenza. Insomma, io credo che il principio positivo sia stato tradito. E non c’è dubbio che questa sia una responsabilità politica del governo Renzi. E’ per questo che la Fedeli non deve più compiere questo errore.
Sarà dura. Ha parlato di accordi sindacali e adesso il ministro è diventata la sindacalista. In pratica la controparte.
La mia sfida parte dal presupposto che concedo all’“avversario” la buona fede delle sue intenzioni e la volontà di lasciarsi cambiare. Ma è chiaro che la Fedeli resta una sorvegliata speciale sul tema della libertà di educare.
Lei parla di studente al centro. E le famiglie?
E’ il secondo errore compiuto dal precedente governo. La famiglia oggi in Italia non esercita la libertà di scelta educativa. I fatti parlano di una detrazione fiscale di 76 euro a fronte di una scuola pubblica paritaria che fa risparmiare 6 miliardi allo Stato. In questi anni abbiamo scontentato tutti perché non abbiamo messo lo studente al centro, ma abbiamo usato il docente come ammortizzatore sociale. Ecco dove sono andati buttati i tre miliardi di cui parla il Governo. Le detrazioni fiscali che sono una cifra irrisoria, non spostano la libertà di scelta per la famiglia, ma di fatto la scuola paritaria ha perso 100mila studenti.
Che cosa bisogna fare e non si è fatto?
Favorire un processo di autonomia della scuola statale, di leadership dei dirigenti con la capacità di scegliersi dei buoni insegnanti, innescare valutazione e meritocrazia sui docenti, ma soprattutto attuare il processo del costo standard di sostenibilità.
E’ la sua proposta politica, anche la Giannini lo sosteneva. A parole però.
Vero, ma è anche vero che in Italia dobbiamo partire da lontano e anche le parole sono utili perché servono a cambiare un clima culturale radicale e radicato. Però mi lasci dire che quella del costo standard di sostenibilità è l’unica proposta sul campo oggi in Italia. E lo consegno come sfida alla Fedeli visto che venendo dal mondo tessile, questo l’ha capito, sennò moriva in fretta. Quindi le chiedo Fedeli: ministro, lei ha a cuore lo studente italiano? È disposta a mettere in cattedra i migliori docenti? E’ disposta ad applicare le leve della meritocrazia della sana concorrenza tra la scuola pubblica statale e la pubblica paritaria sotto lo sguardo garante dello Stato?
valeria-fedeliSi sta rivolgendo a un ministro che ha fatto il sindacalista per una vita…
In viale Trastevere non è chiamata a fare la sindacalista, le chiedo l’onestà intellettuale di porsi al servizio della societas. Non voglio pensare che la sua storia di sindacalista la impedisca su questo. Vorrei sfidarla in positivo. Ma deve sapere se non lo sa che oggi abbiamo la più grande ingiustizia del secolo: dopo aver pagato le tasse non posso scegliermi la scuola, mentre posso scegliere di andare a curarmi al San Raffaele pagando il ticket. Questo ha creato la scuola classista attuale.
Ce la farà?
E’ l’unica strada da percorrere, se non lo farà vorrà dire che dovrà ammettere che in Italia la scelta educativa esiste solo per chi può pagare due volte e che l’unica scuola che lo Stato riconosca è quella di Stato, quindi di regime.

Avvenire e il ministro Fedeli

NBQ Flash – La settimana vista da Riccardo Cascioli

Prima puntata della nuova rubrica “La Settimana”, a cura del direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, Riccardo Cascioli.

Già giornalista di "Avvenire" ora Riccardo Cascioli è Direttore de "La Nuova Bussola Quotidiana"
Già giornalista di “Avvenire” ora Riccardo Cascioli è Direttore de “La Nuova Bussola Quotidiana”

About new italian minister

valeria-fedeli Eugenia Roccella, parlamentare di IDEA, commenta la nomina della vicepresidente del Senato a ministro della pubblica istruzione. “La Fedeli è un’accesa sostenitrice dell’introduzione del gender nelle scuole, e ha firmato un progetto di legge molto chiaro, per ‘Integrare l’offerta formativa dei curricoli scolastici, di ogni ordine e grado, con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere come materia, e agendo anche con l’aggiornamento dei libri di testo e dei materiali didattici’”.

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Eugenia Roccella, Member of IDEA, comments on the appointment of the Vice-President of the Senate to the Minister of education. “The faithful is a supporter of the introduction of gender in schools, and has signed a Bill very clear, to ‘ Integrate training of school curricula, of every grade, teaching interdisciplinary gender education as a subject, and also updating of textbooks and teaching materials.
Roccella stresses in short as Government Gentiloni, anthropological and ethical issues, will continue in the same direction of the Executive Renzi. The rest just the Faithful, in an interview with “one day a sheep” from some time ago, the journalist who asked “is it true that would like to introduce gender education in schools and College?” he replied “there is already, is in good school”, signed by the now former Minister Giannini. The former trade unionist, so should not even give himself too much to do: the project on gender is already being discussed at the Commission for culture, while promoting and disseminating the gender theory in schools simply use, as Minister of education, the tools available. Faithful is also ready to “celebrate civil unions” in the municipality of Cascina, one whose Mayor, Susan Carroll, refuses to do so.
For Eugenia Roccella, appointed Minister of nano family is then “a slap in the face to the people of the Family Day and the Committee is we defend our children ‘. This Government begins with the same trademark as the previous but suffer the same opposition: we will not allow schools to pass ideological projects and opposed to freedom in education “. Were insufficient manifestations of gigantic people in defense of the natural family, against civil unions and gender theory.

Roccella sottolinea insomma come il Governo Gentiloni, sui temi etici e antropologici, continuerà nella medesima direzione dell’esecutivo Renzi. Del resto proprio la Fedeli, in una intervista a “Un giorno da pecora” di qualche tempo fa, al giornalista che le chiedeva “Ma è vero che vorrebbe introdurre l’educazione di genere nelle scuole e all’università?”, ha risposto “C’è già, si trova nella Buona scuola”, firmata dall’ormai ex ministro Giannini. La ex sindacalista, quindi, non dovrà nemmeno darsi troppo da fare: il progetto sul gender è già in discussione alla commissione cultura, mentre per promuovere e diffondere la teoria del gender nelle scuole basterà utilizzare, come ministro dell’istruzione, gli strumenti disponibili. Fedeli si è anche detta pronta a “celebrare le unioni civili” nel Comune di Cascina, quello il cui sindaco, Susanna Ceccardi, rifiuta di farlo.
Per Eugenia Roccella, la nomina a ministro di Valeria Fedeli è quindi “uno schiaffo al popolo del Family Day e al Comitato ‘Difendiamo i nostri figli’. Questo governo nasce già con lo stesso marchio di fabbrica del precedente ma subirà la stessa opposizione: non permetteremo che nelle scuole passino progetti ideologici e contrari alla libertà educativa”. Non sono state sufficienti manifestazioni di popolo gigantesche in difesa della famiglia naturale, contro unioni civili e la teoria del gender.

La comunista pro gender Valeria Fedeli all’Istruzione: genitori attenti

Avrà un bel da fare Massimo Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli”, valeria-fedeliper vigilare sull’operato del neo Ministro Valeria Fedeli, irriducibile comunista, femminista e soprattutto convinta sostenitrice delle  pericolose ideologie (omosessualismo, gender, aborto et cetera) che devastano la famiglia e la comunità umana.

La Fedeli è stata una delle maggiori sostenitrici in Parlamento della c.d. legge Cirinnà. E pur nel delicato ruolo di Vice Presidente del Senato non ha fatto mistero di tali sue posizioni. Ora ritroviamo questa persona al capo del Dicastero della Pubblica Istruzione.

Si, le famiglie devono continuare a vigilare: i genitori che vogliono una crescita serena a scuola dei propri figli, scevra da condizionamenti ideologici, devono stare molto attenti. In questo senso un aiuto fondamentale verrà proprio dall’Associazione Difendiamo i nostri figli il cui Sito internet dovrà essere un riferimento prioritario. Buon lavoro Gandolfini.

MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

RIPRISTINARE IL VOTO DI PREFERENZA – E’ un diritto del cittadino

All’inizio degli anni Novanta ci fu un lungo dibattito all’interno del nostro Paese attorno al sistema elettorale. Era una classe politica corrotta che, giunta allo stremo, provava a riciclarsi. Individuarono nel cambiamento della legge elettorale la panacea di tutti i mali. In realtà, e senza la pretesa di voler narrare con esaustività la vicenda, hanno “derubato” il cittadino italiano di un suo diritto. Che era quello di scegliere il candidato al Parlamento che maggiormente preferiva.

preferenza
Deve tornare la possibilità di votare il partito ed esprimere il voto di preferenza scegliendo fra i candidati: no liste bloccate , no nomi sulla scheda.

Con la scusa della governabilità, col pretesto di eliminare il cosiddetto “voto di scambio” ed altri bizantinismi il risultato è stato che hanno tolto la possibilità di votare il proprio partito (introducendo le coalizioni) e soprattutto il diritto di scrivere nome e cognome del candidato.

Le cosiddette “liste bloccate” sono una prepotenza: il cittadino si trova di fronte alla impossibilità concreta di scegliere a chi realmente dare il proprio voto.

Ora si torna a parlare di legge elettorale: auspicabile un sistema proporzionale (magari con leggero sbarramento) ma soprattutto il ripristino del voto di preferenza.

“VITA, FAMIGLIA E LIBERTA’ EDUCATIVA” (E tornino proporzionale e voto di preferenza)

LOGO Difendiamo i nostri figliAbbiamo già esposto il nostro modesto parere attorno all’esito del voto referendario esprimendo l’auspicio che possa avvenire, in tempi ragionevoli, la costituzione di un nuovo soggetto politico nazionale che faccia perno attorno ai principi non negoziabili e che abbia come referente il presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli” Massimo Gandolfini.

Qui, nel proporre il testo integrale del comunicato odierno dello stesso Gandolfini, vorremmo aggiungere un paio di cose ancora: pare che finalmente è stata smaltita la sbornia maggioritaria (ed era pure ora, dopo oltre sei lustri!) che come tutte le ubriacature ha causato tanti danni. Ma, provvidenzialmente, si può ancora recuperare: il fallimento (e la incostituzionalità) delle ultime Leggi Elettorali impongono la realizzazione  di una nuova. E finalmente si riparla di sistema proporzionale.

Che sia proporzionale, dunque.  Con o senza sbarramento (anche se è meglio che esista una soglia). Ma soprattutto si restituisca al cittadino elettore la possibilità di scegliere in modo diretto il proprio candidato: niente liste “bloccate” insomma. Di un Parlamento di nominati non sappiamo che farcene. Ed inoltre abbiamo visto lo squallore prodotto da molti di questi nominati: la “mignottocrazia” (mi scuso sinceramente per l’uso di questo termine triviale) ha reso Parlamentari oche et turiferari et portaborse particolarmente capaci nell’arte adulatoria (Bergoglio ha coniato il neologismo “leccascalze”). Per cui: proporzionale e voto di preferenza.

Di seguito il Comunicato di Massimo Gandolfini:

MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

“Il 30 gennaio avevamo promesso che ce ne saremmo ricordati e ora Renzi si ricorderà per sempre del nostro popolo, che ha presentato il conto alle urne, dopo centinaia di incontri svolti in tutta Italia dal Comitato famiglie per il No”. Prosegue Gandolfini.
“Da qui nasce l’esigenza di una politica che smetta di prendere ordini dalle elite – aggiunge il presidente del Comitato promotore del Family day – ma torni a rappresentare le esigenze dalla famiglie che sono il lavoro e la natalità. La ripresa economica non può infatti essere agganciata senza una ripresa valoriale che metta al centro dell’azione culturale, politica e legislativa la vita, la famiglia e la stessa integrità dell’essere umano”.
“Oggi, la nostra attività in favore della vita, della famiglia e della libertà educativa ne esce sicuramente rafforzata”, conclude Massimo Gandolfini.

Roma, 5 dicembre 2016

Comitato Famiglie per il NO