La doverosa grattudine verso Luigi Gedda

In questi mesi che ci portano alla celebrazione del Centesimo Anniversario della nascita del Partito Popolare, geniale intuizione di Sturzo, è bene ricordare anche altre figure di grande spessore -morale in primis ma anche culturale, spirituale, scientifico et cetera- che hanno operato nell’Italia tra Ottocento e Novecento.

Alcuni di loro prima di Sturzo, alcuni con lui ed altri dopo di lui. In questo momento, reduci da una campagna elettorale dove i principi non negoziabili non li ha difesi (quasi) nessuno ed è quindi intervenuto un non politico, Gandolfini, a ricordarli a milioni di italiani ecco che viene spontaneo il parallelo con un altro grande laico,  medico anche lui.

GEDDA E PIO XII

Parliamo di Luigi Gedda e del suo diuturno lavoro nella sua lunga vita (è morto a 97 anni!) spesa secondo i principi del Vangelo. Di lui è opportuno ricordare -e,  prima ancora, conoscere-  i Comitati Civici.

In una Italia post bellica (anzi, Gedda iniziò questo impegno a guerra ancora in corso) i Comitati Civici furono un fermento che fecondarono, sul piano pre-politico, la popolazione cattolica italiana.

Naturalmente c’era stata la fondamentale opera di don Luigi Sturzo – è impossibile pensare l’Italia senza la nascita del Partito Popolare che sancì l’ingresso dei cattolici in politica in modo organico  e massiccio- ma nel ’44 Sturzo era ancora esule in America dove l’aveva spedito il regime di Mussolini (con una certa complicità di certi ambienti vaticani) e sarebbe tornato solo quattro anni dopo, carico di anni.

Ed ecco che provvidenziale fu l’attività di Luigi Gedda: non fosse altro perché impedì la nefasta invasione comunista. La democratica e netta risposta – un secco e sonoro “no”- al blocco social-comunista del 18 Aprile 1948 avvenne anche grazie a Luigi Gedda. Ed è sempre bene non dimenticare.

Due parole su Maurizio Gasparri

molti italiani odiano

-si, ODIANO-

Maurizio Gasparri.

GASPARRI

Gli viene detto di tutto: da “fascista” a “bigotto”. E non gli vengono risparmiate offese (anche molto brutte, pesati ed ingiuriose) per alcuni sui lievi difetti fisici.

Questo non è bello, questo non è cristiano.

Eppure Maurizio Gasparri, pur con i difetti che ogni xcreatura può avere, è uno dei politici più competenti, seri, coerenti e -lo dico soprattutto per i cattolici- assolutamente in linea col Vangelo.

Limitandoci alla sola ultima Legislatura -una delle peggiori in assoluto- i suoi voti sono stati SEMPRE e solo in linea col Vangelo.

La prossima volta che vedendolo in Tv vi viene di criticarlo fatelo pure ma ricordate: lui non ha mai tradito in Parlamento la nostra fede. Vi pare poco?

GASPARRI E MOGLIE

Ed infine: ricordiamoci che è uno dei pochi -pochissimi- politici italiani con una situazione coniugale regolare, sana, garbata. In un panorama sconfortante in cui adulteri concubini si improvvisano difensori della famiglia e dei valori la figura di Gasparri spicca: sobrio, felicemente sposato, fedele agli insegnamenti di Cristo. Ripeto: vi pare poco?

cosimo de matteis

Senato, Collegio Roma 1 : priorità assoluta sconfiggere la cultura della norte

Collegio senatoriale Roma 1, la candidata del centrosinistra è Emma Bonino (ed ogni ulteriore commento è persino inutile), il candidato del centrodestra è il giovane cattolico romano Federico Iadicicco (da sempre impegnato sul fronte della vita e della famiglia). Poi vi sono gli altri candidati.

Ragionevolmente solo uno dei due può vincere in questo collegio uninominale ed anche i sondaggi confermano questo dato: Iadicicco e la Bonino sono ad un testa a testa che potrebbe decidersi per pochi voti. Centinaia o addirittura decine.

In concreto la peggiore abortista d’Italia, colei che nella vita ha sempre e solo avversato e combattuto i sani principi della civiltà scardinandola col divorzio (piaga allarmante) colla droga (veleno mortale) e coll’orribile aborto (da lei praticato in modo bestiale. E ne darà conto a Dio) potrà vincere in quel Collegio (Roma 1 – Senato) per pochi voti.

E’ pertanto necessario –direi indispensabile- che il voto dei cattolici converga sul candidato Federico Iadicicco. Perché la vita deve vincere sulla morte.E la Bonino, per noi cattolici, è l’emblema della cultura della morte.

Ebbene, in quello stesso Collegio senatoriale (Roma 1), fra gli altri candidati all’uninominale c’è Mario Adinolfi (PDF). Il tentativo di questo piccolo partito di provare a superare lo sbarramento del 3% è oggettivamente impossibile. Questo significa che in molti collegi, dove il candidato vincente si può decidere per una manciata di voti, ogni voto risulta decisivo.

Ma fermiamoci a Roma 1 : i cattolici romani sanno che ogni voto non dato a Iadicicco favorisce la Bonino in modo significativo? Anche cento, 50, trenta voti al PDF manderanno in Parlamento Emma Bonino. Con quale coscienza un cattolico può deliberatamente farlo?

Ed infine lasciamo la parola allo stesso Federico Iadiciccochi intende votare per il ‘Partito della famiglia’ prenda atto che la sfida dei collegi uninominali oggi è tripolare. Ci sono solo tre candidati che possono vincere, anche con un solo voto in più dei concorrenti: quello di centro-sinistra, quello di centro-destra, quello del Movimento 5 Stelle. In modo particolare nel Collegio uninominale per il Senato di Roma 1, l’unico che ha la possibilità di battere gli esponenti del centro-sinistra e dei grillini, ambedue legati alla cultura relativista, sono io. E coloro che dovessero scegliere il ‘Partito della famiglia’ non possono non essere coscienti di togliermi voti che possono essere decisivi per la sconfitta del nostro comune nemico antropologico. Allora mi chiedo: perché? Perché lo fanno?

Gia. Perché lo fanno?

STEFANO PARISI: SERIETÀ E COMPETENZA AL GOVERNO DELLA REGIONE LAZIO

Alla chiusura della campagna elettorale Giovanni Palladino, Segretario del Movimento Sturziano “Servire l’Italia” fa delle considerazioni. E bisogna dire che non fa sconti a nessuno. Con garbo ma le suona e le canta un po’ a tutti. A chi legge il compito di condividere o meno. Ma il centro delle sue riflessioni riguardano il Candidato del centrodestra a Presidente della Regione Lazio ossia Stefano Parisi leader di EPI – Energie per l’Italia verso cui Palladino compie un vero e proprio endorsement (“è un professionista della buona amministrazione, sia nel settore privato che in quello pubblico, dove ha lavorato con ottimi risultati per circa 40 anni, acquisendo quella esperienza del ben fare che ogni uomo politico dovrebbe avere prima di presentarsi agli elettori”). 

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Prima di lasciarvi alle parole di Palladino un piccolo inciso riguardo Matteo Salvini verso il quale egli scrive “Ma sarà disposto a riprendersi in casa la prima moglie?” con un chiaro riferimento alla situazione coniugale irregolare del leader della Lega. Nulla da eccepire. Anzi: finalmente qualcuno dice chiare queste cose. Una decina d’anni fa, in privato, feci delle considerazioni analoghe riguardo Casini. E Palladino mi rispose che Casini, sebbene adultero,  -cito a memoria e spero di non sbagliare- era comunque un uomo politico di spicco e  genero di uno dei più grandi imprenditori italiani. Confesso che ancora oggi ho difficoltà a capire quella risposta. E comunque sia: ben venga tale opera di trasparenza sulla morale degli uomini politici. Personalmente è un quarto di secolo che mi batto con tale preciso obiettivo. Avrò da oggi un “alleato” in Palladino? Lo spero!

 

STEFANO PARISI: SERIETÀ E COMPETENZA AL GOVERNO DELLA REGIONE LAZIO

di Giovanni Palladino 

Credo che mai come in questa campagna elettorale sia emersa con tanta chiarezza la scandalosa “leggerezza” della nostra classe politica, sia a destra che a sinistra. Il record negativo è stato battuto da Di Maio con una lunga serie di ‘gaffe’, fra le quali l’idea di comunicare in anticipo a Mattarella la composizione del suo governo, anche se non è affatto scontato che il leader grillino sarà chiamato  per primo a tentare di comporlo. È comunque un’utopia pensare che questo eventuale tentativo possa avere successo, perché Di Maio dice che i partiti, ai quali si dovrà per forza rivolgere per avere la maggioranza, dovranno sostenere il suo governo senza richiedere alcuna poltrona ministeriale. Ma i “soccorritori” non lo accetteranno.

Poi ha scelto come slogan elettorale tre verbi: PARTECIPA, SCEGLI, CAMBIA. Ma non sono
verbi coniugati democraticamente dalla numerosa base della piattaforma Rousseau, che non ha avuto alcuna voce in capitolo nella scelta degli sconosciuti papabili al governo Di Maio.
Salvini giura non solo sulla Costituzione (atto che dovrebbe comunque fare davanti a Mattarella), ma anche sul Vangelo: “Come capo del governo mi impegno a rispettare i loro valori e i loro principi” ha detto. Ma sarà disposto a riprendersi in casa la prima moglie? Don Sturzo sosteneva che l’uomo politico non poteva disporre del privilegio di avere due morali, una privata a suo piacimento e una pubblica irreprensibile o viceversa. La morale è una sola e deve essere davvero… morale.
Berlusconi, tra una barzelletta e l’altra, ammonisce gli elettori di non cadere nella trappola dell’inesperienza di Di Maio, ma la storia ci dice che la sua esperienza in politica non ha dato grandi risultati. E nel suo partito non sono mai emersi validi eredi, l’unico erede è sempre lui, vita natural durante. Giorgia Meloni soffre del complesso di trovarsi tra Scilla e Cariddi, e vorrebbe smarcarsi dalla “stretta”. Va a farsi bella in Ungheria con Orban. Bel messaggio europeo…

La sinistra è in piena diaspora per il crollo della sua vecchia identità, che la storia ha dimostrato essere in contraddizione con la cultura della libertà responsabile. È probabile che gran parte degli assenteisti del 4 marzo verranno dai vecchi elettori di quel mondo antico. Renzi lo voleva rottamare, ma finirà per essere rottamato anche lui per mancanza di tatto e soprattutto per scarsa profondità di pensiero. Il 18 gennaio scorso a Caltagirone ha proclamato: “Noi liberi e forti vinceremo!”. Ma non ha mai letto una riga del pensiero sturziano…

In un tale gran caos di “leggerezza” e confusione, emerge in positivo la serietà e la competenza di Stefano Parisi, candidato alla presidenza della Regione Lazio. Parisi non è un professionista della politica, ma è un professionista della buona amministrazione, sia nel settore privato che in quello pubblico, dove ha lavorato con ottimi risultati per circa 40 anni, acquisendo quella esperienza del ben fare che ogni uomo politico dovrebbe avere prima di presentarsi agli elettori.

Stefano Parisi è il serio e competente professionista che ogni elettore vorrebbe vedere alla guida di un governo locale, regionale o nazionale. Lo voterò e per il bene della Regione Lazio mi auguro che vinca. La sua vittoria sarebbe un bel messaggio di speranza per l’inizio di un positivo cambiamento della politica in Italia. Basta con i ladri, con gli incompetenti, con i comici e con le ballerine!

Draghi Primo Ministro? Non se ne parla proprio

Da qualche settimana si è ventilata la ipotesi di Tajani premier. Difficile accettare per un cattolico arcistufo della UE e del suo taglio anticristiano (qualcuno si spinge più in la e dice anticristico) che il Presidente del Parlamento europeo governi la nostra Italia.

Persone forse più sagge di me mi fanno notare che,  anzi, Tajani sarebbe più  “malleabile”. Non comprendevo il senso di quelle parole. Poi sentendo parlare addirittura di Mario Draghi come possibile Primo Ministro allora ho capito.

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Mario Draghi, capo di quella BCE che è l’emblema della Europa che ha ripudiato le sue radici cristiane e continua a ripudiarle. E se non lo fa esplicitamente lo fa con i fatti.

Non si tratta di essere “antieuropeisti’ ma di non accettare quello che è attualmente la UE. E lo dico citando un vecchio articolo di Blondet sul Timone: “burocrati e teppisti senza mandato”. E se l’espressione appare forte vi dico di ritrovare quel vecchio articolo e comprenderete molto bene di cosa parlo. Blondet, ghettizzato troppo presto da Avvenire (e non solo da Avvenire, pure da altre Testate cattoliche “prestigiose”) non è perfetto -insopportabile ed un po’ noiosa la sua avversione alla politica dello stato di Israele- ma di certe cose è maestro.

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E tuttavia persino Draghi non sarebbe il peggio (al quale, come è noto, non c’è mai fine): ci sarebbero scalpitanti pure Frattini – di cui un cattolico non può scordare il suo immediato subentro nella Commissione Europea ad un italiano che si crede un genio e che invece cadde come un pollo nella trappola dei massoni che guidano quell’organismo- e persino la luciferina Emma Bonino.

Sul piano strettamente politico  – e, nella fattispecie, del centrodestra- se gli alleati  di Berlusconi “cattolici” (con o senza virgolette) accettassero una tale ipotesi ossia l’ennesimo massone a Palazzo Chigi allora davvero tradirebbero il nostro voto che con generosità e fiducia stiamo loro tributando. Pertanto, care Meloni e Roccella, cari Salvini e Pillon, cari Iadicicco e Donzelli, cari Quagliariello e Malan, cari Crosetto e Gasparri: noi stiamo facendo una apertura di credito ma voi non deludeteci.

patto natalita

Figuriamoci se in cattolico può accettare l’idea di un burocrate europeo (capo della Bce!) che governi l’Italia dopo che già i figli della vedova stanno inquinando in modo sulfureo l”Ovile Santo.

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lo stile di Adinolfi (“tr**e e rot****ulo”)

Scripta manent. E’ lì. Basta cliccare su questo link (eccolo: https://twitter.com/marioadinolfi/status/756759037555970048) e vi compare.

Però, casomai siete pigri o credete ad uno scherzo ecco che vi mostriamo quello che è stato scritto dal “fondatore” del popolo della famiglia (PDF) :

TWEET DI ADINOLFI

Lo so. Come tutti voi sono stato educato a non dire parolacce. Anzi, le nostre mamme ci hanno insegnato che certe espressioni scurrili neppure si ripetono, fosse anche soltanto per dire che qualcuno le ha usate.

Ma di fronte ad un adultero concubino che si è inventato di “guidare” i cattolici e che dice essere “l’alternativa possibile” tra destra e sinistra (come se il Pd di Scalfarotto, Renzi e la Cirinnà fosse, piu o meno lo stesso, di Guido Crosetto, Olimpia Tarzia, Fabio Iadicicco, solo per fare tre nomi di validissimi candidati del centrodestra), di fronte ad un (ex) giocatore d’azzardo (poker) ed ex fan di Veltroni prima e di Renzi poi (e tra i fondatori del Pd di Elena Boschi e  Valeria Fedeli) …insomma, quelle migliaia di persone in Italia (molte in buona fede) che credono di aver trovato il “messia” che salverà l’Italia è bene che sappiano il modo scurrile e volgare con il quale si esprime.

La politica è una cosa importante. E le prossime elezioni dobbiamo essere uniti e compatti. La situazione in Italia potrebbe diventare seria.

 

Brava Giorgia. (ancora sulla generazione commodore64)

Sorgente: Brava Giorgia. (ancora sulla generazione commodore64)  (CLICCA QUI) 

GIORGIA MELONI

 

Vecchio articolo, di quasi dieci anni fa, in cui accanto alla mia denuncia dello “scippo” del voto di preferenza (scippo che ancora oggi viene perpetrato, pure con questa Legge Elettorale) vi è un breve parere sull’allora giovanissima Giorgia Meloni. Buona lettura.(CLICCARE QUI O SULLA FOTO) 

GANDOLFINI A RADIO MARIA (FINALMENTE!)

CUSTODIRE L'UMANO

C’è una novità nell’etere: la nota Emittente Radiofonica cattolica Radio Maria ha affidato una rubrica, con cadenza mensile, a Massimo Gandolfini il medico bresciano Presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli”.

La trasmissione partirà domani, mercoledì 31 Gennaio 2018, e come detto avrà cadenza mensile e, precisamente, andrà in onda in diretta ogni ultimo mercoledì del mese, al mattino.

“Custodire l’umano”, questo il nome del programma, andrà in onda dalle ore 10.30 fin alle 11.50. Come tutte le trasmissioni di Radio Maria ci sarà lo spazio per gli ascoltatori che potranno intervenire in diretta.

Ricordiamo che Radio Maria, oltre che in radio (FM) e in Tv (Digitale Terrestre Canale 789), è possibile seguirla anche online attraverso il sito internet (www.radiomaria.it).

POLITICHE – Quagliariello candidato nel collegio Brindisi-Monopoli?

Potrebbe essere Gaetano Quagliariello, parlamentare uscente e Capogruppo di FL, Gruppo Federazione della Libertà (Idea-Popolo e Libertà, PLI), il candidato del centrodestra al Collegio senatoriale uninominale Puglia 4 ossia quello denominato Brindisi-Monopoli.

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Quagliariello nei tempi della militanza radicale

Del resto da quelle parti l’ex militante radicale (amico di scorribande con Rutelli, pure lui “figlio” di Pannella, e tutti e due amici del giornalista Rai Loquenzi coi quali condivide la matrice radicale mai rinnegata. In un tweet se ne disse fiero. Poi il tweet è sparito) è di casa: nella colline fasanesi dimora in estate, a Bari ha insegnato, ed infine a Brindisi vi è stato nelle ultime settimane come hanno riferito i media locali.quagliariello-22-960x540

Quindi potrebbe essere un esponente della discussa “quarta gamba” (quel cespuglio misto fittiano, tosiano, cesiano, lupiano eccetera) a rappresentare la coalizione del centrodestra nel collegio brindisino. Nella città adriatica, in giugno, ci saranno anche le ennesime elezioni comunali (dopo i 4 sindaci arrestati) e, sempre secondo i rumors riferiti dalle testate di laggiù, vi sarebbe un patto che include anche la tornata amministrativa.

Un po’ di pazienza – questione di giorni, anzi di ore- e vedremo se questa è fantapolitica o realtà.

L’inquietante Pierre Teilhard de Chardin

Marilyn Ferguson, autrice del testo classico sulla New Age, The Aquarian Conspiracy , negli anni Settanta fece un sondaggio fra 200 di quelli che chiamava i “cospiratori dell’Aquario”, gente impegnata silenziosamente a sovvertire gli elementi chiave del pensiero occidentale, e trovò che alla domanda “Chi sono le persone le cui idee ti hanno più influenzato?”,  la maggioranza citava il  sacerdote gesuita, Pierre Teilhard de Chardin [1881 – 1955] .

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Tanto noto agli specialisti quanto pressoché sconosciuto al grande pubblico, il sacerdote Teilhard fu un geologo paleontologo che è considerato antesignano della New Age per la commistione che egli fa fra spirito e materia, sulla base del concetto di coscienza in evoluzione,  una coscienza collettiva che sarebbe presente anche nelle più piccole particelle di materia inanimata.
La sua influenza permise ai giovani cresciuti nella “controcultura” degli anni Sessanta di seguire la moda della meditazione orientale, con annessa ricerca degli stati alterati di coscienza, senza sentirsi in conflitto con la propria identità cattolica o cristiana.  Per questo la Chiesa cattolica nel 1962 emise un monito con cui esortava «tutti gli ordinari, nonché i superiori degli istituti religiosi, i rettori dei seminari ed i presidi delle università a difendere gli animi, soprattutto degli studenti, dai pericoli insiti nelle opere di Padre Teilhard de Chardin e dei suoi seguaci».

Ciononostante, le associazioni sorte subito dopo la sua morte, grazie all’attivismo della segretaria da lui nominata “legataria letteraria”, lavorano per diffondere le opere di Teilhard, con la consegna mai scritta di lavorare senza clamore in attesa del momento opportuno per rilanciarne apertamente le tesi, quando – si diceva – sarebbero venuti a mancare gli ultimi parenti dell’estensore del provvedimento del 1962.

In questi giorni è partita da uno scranno altissimo, quello del Cardinal Gianfranco Ravasi,  Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, la richiesta al Santo Padre di annullare tale monitum, il che in pratica sdoganerebbe indirettamente, ma in modo clamoroso, anche la New Age, smentendo documenti usciti sotto tre pontificati diversi.

Furono diverse, infatti, le riprovazioni ufficiali inviate a Teilhard, molto prima dell’ultimo monito della Santa Sede datato 30 giugno 1962.

 A partire infatti dal 1926, Teilhard era stato silenziato, limitatamente alle sue esternazioni teologiche, dal suo stesso ordine, che gli ingiunse di restare nel suo campo scientifico e continuare le sue ricerche geologiche in Cina.  Nel 1933 dovette lasciare l’insegnamento a Parigi e sei anni dopo fu messo all’indice il suo  libretto L’energia umana. Nel 1947 arrivò da Roma il divieto di insegnare o scrivere di temi filosofici. Nel 1948 fu vietata la pubblicazione de Il fenomeno umano, stesso giudizio nel 1949 per Il gruppo zoologico..
Del resto anche il monito del 1962 è stato a sua volta ribadito: nel 1967 dalla Delegazione Apostolica a Washington D.C. e ancora nel 1981 da un comunicato della Santa Sede pubblicato dall’Osservatore Romano.

E’ significativo soprattutto che tale monito ufficiale fu emesso in pieno Concilio Vaticano II, quando il prestigio di Teilhard era debordante. Consulente della Commissione teologica preparatoria era oltretutto il grande sostenitore di Teilhard, padre Henri de Lubac S.J., successivamente perito del Concilio stesso, nominato poi da Paolo VI membro della Commissione teologica e di due segretariati. Ciò rende ancora più significativo il fatto che i padri conciliari non abbiano dato alcun sostegno, neppure indiretto, alle teorie del protetto di padre de Lubac. Se infatti il Concilio tace dell’errante, ha però parlato chiaro riguardo all’errore.

Jacques Maritain che, com’è noto, al Concilio fu presente, non ha dubbi al riguardo. Ne Il contadino della Garonne, uscito nel 1966, scrisse:

«Penso che la gnosi teilhardista e la sua attesa d’un metacristianesimo abbiano ricevuto dal Concilio un colpo durissimo. Perché, alla fine, è stato facile per Marx ed Engels rivoltare Hegel, ma capovolgere il cristianesimo in modo che non sia più fondato sulla Trinità e sulla Redenzione, bensì sul Cosmo in evoluzione, è impresa ben diversa.  [….] Ciò significa che sarebbe necessario un Concilio, e può darsi che certi teilhardisti abbiano sperato, al suo annuncio, se non  una conferma Dogmatica del Cristo cosmico, almeno un incoraggiamento, almeno l’ombra di un incoraggiamento alla loro dottrina. Ma leggete i testi del Vaticano II, esaminateli con una lente d’ingrandimento e non vi troverete neppure l’ombra d’un’ombra di un simile incoraggiamento. Con magnanima tranquillità il Concilio ha totalmente e perfettamente ignorato questo grande sforzo verso un cristianesimo migliore. Nulla è stato più classico delle sue due costituzioni dogmatiche. Se i seguaci del teilhardismo non camminassero nelle nuvole, capirebbero che cosa questo vuol dire».

A cercare di riportare con i piedi per terra i teilhardisti ci hanno provato anche altri teologi e pensatori laici di vaglia, fra cui, nel 1968,  Dietrich von Hildebrand, secondo cui il Teilhardismo stava provocando “la devastazione della vigna del Signore”. Nel suo Il Cavallo di Troia nella Città di Dio,  egli scrisse:

«Fu solo dopo aver letto diverse delle opere di Teilhard che capii pienamente le implicazioni catastrofiche delle sue idee filosofiche, e la totale incompatibilità della sua finzione teologica (come la chiama Etienne Gilson) con la rivelazione cristiana e con la dottrina della Chiesa…  Non conosco un altro pensatore che salti sapientemente da una determinata posizione a un’altra che la contraddice, senza essere turbato dal salto e senza nemmeno farci caso».

Eppure, nonostante queste e altre autorevoli prese di posizione, hanno continuato a moltiplicarsi le associazioni dedite a coltivare il pensiero e studiare gli scritti di Teilhard, sodalizi di cui fanno parte anche sacerdoti, specie gesuiti, ben determinati a ignorare e far dimenticare i tanti moniti ufficiali.

Ma i promotori delle teorie di Teilhard sono anche altri. Visto che si tratta di opporsi a divieti del Vaticano, non sorprende incontrare pagine entusiastiche delle teorie di Teilhard fra gli scritti dell’occultista Louis Pauwels e del comunista Roger Garaudy (poi convertitosi all’islam).
Ancora più significativo è il fatto che a elogiare Teilhard abbiano provveduto delle riviste ufficiali della Massoneria. Nel bollettino massone Le Symbolisme si legge infatti il seguente commento allo scritto intitolato La potenza spirituale della materia, che tratta della consistenza biologica dell’evoluzione morale:

«Non credo che i teologi riconoscano facilmente il P. Teilhard de Chardin come uno di loro. Ma è certo che tutti i Massoni, che conoscono bene la loro Arte, lo saluteranno come loro fratello in spirito e verità…. Che il nostro fervore affettuoso circondi il pensiero del P. Teilhard che ha ritrovato la forma cristiana originaria del pensiero religioso».

Un’indicazione importante infine ce la dà il nome di chi provvide a pubblicare per primo le sue opere postume: Sir Julian Huxley,  biologo e genetista darwiniano, sostenitore dell’evoluzione psico-sociale e delle teorie eugenetiche; Julian era fratello di Aldous, autore del Coraggioso Mondo Nuovo che immagina un futuro in cui l’umanità verrà fabbricata in serie, e nipote di Thomas Henry Huxley, biologo e filosofo ateo materialista, soprannominato il “mastino di Darwin”. Più interessante di tutto è il fatto che Julian Huxley fu anche il primo direttore dell’UNESCO, agenzia educativa internazionale delle Nazioni Unite, il che spiega come mai l’Onu abbia più volte organizzato o patrocinato delle iniziative internazionali di altissimo livello, aventi per relatori anche dei Capi di Stato, in onore proprio di Teilhard.

Alessandra Nucci

(da “La Nuova Bussola Quotidiana” – Articolo originale “A chi interessa rilanciare Teilhard de Chardin” – 20 dicembre 2017)