Ora tocca a Massimo Gandolfini: tutto il popolo cattolico è con lui

MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

La bocciatura di Matteo Renzi (e del Governo da lui presieduto) è chiara. E’ un fallimento, totale. Uno degli errori principali di questo Esecutivo (voluto fortemente dal massone comunista Napolitano) è stato quello di imporre le sue vedute (o meglio: quelle dei figli della vedova) al Parlamento e quindi al Popolo italiano. A colpi di maggioranza, decreti e ricorsi alla fiducia.

Così ha fatto pure per la controversa c.d. “legge Crinnà” (un abominio per noi cattolici) e provando a cambiare la Carta Costituzionale senza avere quella amplissima maggioranza che in tali casi è richiesta. Il referendum ha dimostrato questo suo essere i forte minoranza nel Paese.

Ma ora, come cattolico, sono preoccupato per il futuro del Paese. Dando per scontata, salvo imprevisti, la vittoria alle prossime Elezioni politiche del Movimento 5 Stelle è necessario che il voto delle persone sinceramente timorate di Dio non vada disperso in mille rivoli e senza che venga garantito il rispetto assoluto dei principi non negoziabili (nessuno dei partiti attualmente in Parlamento può assicurare questo).

nota dottrinaleEd allora, minoranza per minoranza, stiamo assieme attorno ad essi (Principi non negoziabili, Nota Dottrinale e Catechismo della Chiesa Cattolica): non ho mai creduto a certe posizioni (ad esempio di Alfredo Mantovano o Marco Invernizzi -che poi sarebbe a dire Alleanza Cattolica) che sostengono essere opportuno aggregarsi ad un grosso partito (ad esempio Forza Italia o Partito Democratico o Alleanza Nazionale).

ON. ADINOLFIIn tal senso non si può non guardare al popolo della famiglia, al popolo della vita o comunque lo si voglia chiamare. E senza nessun riferimento a quella scriteriata e frettolosa fuga in avanti che l’ex Deputato Pd di obbedienza renziana, ossia Mario Adinolfi, ha compiuto in totale dissonanza con il Comitato Difendiamo i nostri Figli. Il risultato di quell’inutile esperimento è in quelle ridicole percentuali raccolte.

E’ Massimo Gandolfini che può (e forse deve) guidare un ipotetico soggetto politico REALMENTE cattolico. Ipotetico e, a questo punto, auspicabile. Forza Italia è -e resta- una congrega di ex socialisti talora laicisti e comunque distante dal DIFENDERE la Dottrina Sociale della Chiesa dagli attacchi sempre più feroci.

cirinnaIl PD di Monica Cirinnà e Scalfarotto è quello che è. Fratelli d’Italia non ha mai detto di garantire in tutto e per tutto i principi non negoziabili. Il Nuovo Centrodestra di Alfano e Lupi e Cicchitto è stato il più fiero alleato di Renzi. La Lega è in mano ad un rozzo populista. Quagliariello si squagliato, in preda ad evidenti crisi di identità, dopo aver sostenuto Letta e Renzi convintamente.

Resta una piccola pattuglia di pochissime persone -Carlo Giovanardi su tutti- che ancora costituiscono un riferimento per quei cattolici che condividono il ragionamento fin qui portato avanti. Ma è, lo ribadiamo, Massimo Gandolfini che deve guidare un ipotetico “fronte cattolico”. Che sia un piccolo gregge non importa: la stella polare è Cristo, che è Verità. Declinato in politica significa seguire sine glossa la Nota Dottrinale. Non vedo altre vie. La Vergine Santa ci guidi.

TOTA PULCRA

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Dico No, nel nome del padre

LOGO Difendiamo i nostri figliPerché un professionista il cui bene economico dipende dalla disponibilità delle persone a rivolgersi a lui dovrebbe esporsi per il NO al referendum sulla riforma della costituzione? Cosa ci guadagni a metterti dalla parte sbagliata in un territorio dove non c’è un granello di potere che non sia saldamente nelle mani del partito di Renzi? Ma perché non te ne stai un po’ in pace a pensare alle tue cose invece di passare ore e giorni e notti a studiare per controbattere chi dice di volere soltanto rendere l’Italia un paese più moderno al pari degli altri paesi dell’Europa?
Sono le domande e i dubbi che talora fanno capolino dalla soglia della coscienza con la loro carica d’inquietudine e capacità di fiaccare lo spirito.

tWEET rENZIIeri, a tre giorni dal referendum, in un momento di pausa sono ricomparsi stringendomi lo stomaco assieme alle immagini di un Renzi festeggiante, la Boschi sorridente, Luxuria e la Cirinnà a brindare, la Bonino a rivendicare l’eutanasia e la droga libera, Scalfarotto a pretendere l’approvazione della sua legge e De Giorgi l’utero in affitto. Tutto l’impegno mi è sembrato nella mia mente essere stato travolto dalla formidabile macchina da guerra mediatica e clientelare di Renzi. Eravamo stati dei pazzi a pensare di poterglisi opporre, gli sforzi sovrumani dei miei amici del comitato Famiglie per il NO al referendum erano stati vani. Ad aggravare lo sgomento si è aggiunta la lettura di qualche post.

LA NUOVA BUSSOLA - LOGOUno diceva che il timore di una deriva autoritaria è ingiustificato perché Renzi ha promesso di modificare l’Italicum, la legge elettorale da lui approvata con la fiducia che consente ad un partito col 20% dei voti capace d’imporsi al ballottaggio di aggiudicarsi il 54% dei seggi alla camera. A costoro vorrei domandare: “Comprereste una macchina usata da Renzi?”. Certo, il leader di Rignano sull’Arno sarà costretto a una modifica se non vuole finire impallinato al secondo turno dallo spostamento dei voti del centro-destra ai cinquestelle come già avvenuto alle amministrative, ma è indubbio che Renzi cercherà la formula a lui più favorevole, non certo la più equa. Qualcuno, pur sinceramente pro-life e pro-family, mi ha gettato nello sconforto sostenendo la tesi che è bene avere un governo forte, giacché non si deve collegare il voto al referendum al giudizio su questo Governo; c’è sempre la possibilità, aggiungeva, di lavorare affinché s’insedino governi migliori. Ho posato il tablet immaginando un uomo che vedendo il figlio innocente con la testa sotto la lama della ghigliottina, si premura di oliare il meccanismo nella speranza che il tribunale rivoluzionario che lo ha condannato sia sostituito in futuro da giudici giusti ed imparziali che abbiano a disposizione una ghigliottina ben ingrassata per giustiziare i veri assassini. Geniale no?

nota dottrinalePreso dall’angoscia, quasi incapace di respirare, volgendo gli occhi intorno alla ricerca di una qualche consolazione, lo sguardo si è posato sulla foto di mio padre, anche lui per quarant’anni medico nel paese dove sono cresciuto. Nel 1948 era ancora uno studente, eppure di fronte al pericolo della dittatura non ebbe dubbi a schierarsi per la libertà e lo fece apertamente, rischiando la propria incolumità. Qualche anno dopo un suo amico d’infanzia divenuto un ras della sanità locale gli disse: “Lorenzo, vieni con noi, avrai praterie”. Mio padre gli rispose: “No, non la penso come te”. Perdente nel referendum sul divorzio, perdente in quello sull’aborto, mai prono al politicamente corretto, eppure ebbe sempre il rispetto della controparte tanto che la maggioranza della propria clientela gli veniva dalle fila dei comunisti; loro volevano bene a lui e lui voleva bene a loro, non alle loro idee. Mio padre mi ha insegnato il dovere di difendere il bene, o questo verrà travolto via dal male. Ho imparato da lui che se ti batti con valore e integrità, qualsiasi sia l’esito della lotta, meriterai rispetto e persino ammirazione. Poi mi sono girato ed alla parete ho visto il quadretto con una frase del mio protettore San Giuseppe Moscati, il medico santo. Dice così: “Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio”.
Fare non la cosa facile e conveniente, ma quella giusta. Improvvisamente ogni angoscia è svanita, l’animo si è rasserenato, tutto era chiaro e semplice. Era necessario battersi contro Renzi, il suo gruppo di potere e i suoi progetti. Oggi siamo di fronte ad un passaggio storico dove la vera ciccia in gioco è l’accentramento del potere nelle mani di un centro decisionale non per suo incremento, ma per abbattimento dei contrappesi ad esso. Ed il centro del potere non è rappresentato da un despota benevolo ed illuminato, ma da un cinico e mediocre mandatario di una tirannide impalpabile, oligarchica e sofisticata che intende prosciugare l’Italia demograficamente, sterilizzarla economicamente vessando il ceto medio, stuprarla etnicamente con l’invasione migratoria e completare il programma di “normalizzazione” etica per instaurare il dominio incontrastato dei grandi gruppi economici. Quello di Domenica è un crinale decisivo per la vita nostra e ancor più dei nostri figli perché è la battaglia decisiva per l’Italia tra identitari e mondialisti, tra chi vuole vivere la propria vita pur tra i rischi richiesti dalla libertà e chi si accontenta di sopravvivere, consumando il pasto precotto e standardizzato ed infine morire senza creare disturbo. No, non potevo tacere. Avevo visto la stessa fortezza da piccolo e quello che me l’aveva mostrata era mio padre.

ARTICOLO DI RENZO PUCCETTI

TRATTO DA “LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA”

I CANDIDATI INDEBITATI LO DICANO ORA

CANDIDATIAppello a tutti i candidati dal Comitato Vivere in Movimento:

Leggiamo con piacere su vari social network, appelli provenienti da tutti i canditati sindaci della città di Brindisi che sventolano legalità, integrità morale sociale e trasparenza personale!

Il comitato in una nota, precisa che per avere un quadro completo di trasparenza, i candidati sindaci e gli aspiranti consiglieri dovrebbero sottoporsi ad un identikit personale a 360°, esibendo la propria posizione reddituale (dichiarazione dei redditi ed eventuali proprietà possedute) e richiedere una visura Crif (Centrale dei Rischi Finanziari) sia personale che di eventuali aziende possedute. Solo in questo modo l’elettore potrà meglio comprendere chi votare, valutandone i rischi legati alle posizioni debitorie e reddituali di ogni singolo candidato.

La visura Crif (Centrale dei Rischi Finanziari) potrebbe evidenziare la posizione debitoria dei candidati e le eventuali esposizioni debitori nei confronti di banche e società finanziarie nonchè eventuali pregiudizievoli.

Il Presidente Raffaele Tafuro: “Credo che questo lodevole appello deve essere immediatamente adottato da tutti gli aspiranti sindaci. Solo così gli stessi possono dare una vera risposta di integrità morale sociale finanziaria più volte sbandierata anche assiduamente sui social network, ma senza darne prova. Personalmente per il bene della nostra città mi impegno sin da ora a mettere a disposizione (gratuitamente) il mio ufficio sito in Brindisi Viale Commenda n.138 per tutti coloro che vorranno dimostrare veramente integrità e trasparenza personale. Per richiedere la visura Crif si prega di recarsi muniti di documento di identità, tessera sanitaria e due minuti di pazienza”.

Comitato Vivere in Movimento

Il Presidente Raffaele Tafuro

un cattolico non può votare un candidato con una situazione coniugale irregolare

MARCHINI giornaleLa misericordia e la “revolusione dela teneressa” non c’entrano. San Giovanni Battista è stato ammazzato per non tradire la Legge di Dio, così San Tommaso Moro. Non si chiede il martirio ma almeno coerenza: un cattolico non può -nè deve- votare un candidato (sia esso consigliere di quartiere o parlamentare o sindaco o consigliere comunale) od una candidata che viva una situazione stabile di peccato. In tale stato vivono gli adulteri e le adultere. Col tempo il Vangelo non cambia. Facciano altro o chiedano il voto a chi vive nel peccato mortale come loro ma, per favore: abbiano il tatto e la coerenza di non chiedere il voto ad un cattolico. Punto.

COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI” – Comunicato stampa 10 Marzo 2016

RIUNIONE CDNF 9 MAR 16
Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli ribadisce la propria unità di intenti, la comunione e l’amicizia tra tutti i suoi membri. Il CDNF proseguirà la sua azione di rappresentanza del popolo che crede nei valori della famiglia naturale e del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà. Il movimento del “Popolo della Famiglia”, che si riconosce nei valori espressi dal Family Day, non va considerato come espressione politica diretta del CDNF.
CDNF CS 10 MAR 16
LOGO Difendiamo i nostri figli
MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
MASSIMO GANDOLFINI , PRESIDENTE DEL COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
Il comitato promotore è formato da:
Mario Adinolfi
Gianfranco Amato
Toni Brandi
Jacopo Coghe
Giusy D’Amico
Emmanuele Di Leo
Nicola Di Matteo
Gianpiero Donnini
Paolo Maria Floris
Marco Invernizzi
Costanza Miriano
Simone Pillon
Maria Rachele Ruiu
Filippo Savarese
Attilio Tamburrini

Il partito “fatto di nascosto” ed altre grosse riserve.

ON. ADINOLFIIl partito di Mario Adinolfi, fatto tutto di nascosto”, ha un, diciamo così,  vice. Pare che sarà capolista al Comune di Roma. Si chiama Gianfranco Amato. Non lo conosco ma ha mandato una lettera a  “La Nuova Bussola Quotidiana”. Verrebbe da dire che la toppa è peggio del buco. Le parole di Amato son state generosamente accolte dalla Bussola e pubblicate. Il Direttore Riccardo Cascioli, con nettezza, ribadisce le grandi perplessità. Pubblichiamo le parole di Cascioli e, nel contempo, plaudiamo riconoscenti: non ci fosse la “Bussola” tanti italiani crederebbero che quello dell’ex renziano Adinolfi sia realmente il partito del Family Day o del Circo Massimo.

 

Amato risponde alle obiezioni ma non convince

di Gianfranco Amato e Riccardo Cascioli
Come è noto nei giorni scorsi Gianfranco Amato e Mario Adinolfi hanno annunciato la nascita di liste elettorali per le amministrative sotto il simbolo de “Il Popolo della Famiglia”, cosa che ha sollevato molte perplessità anche da parte nostra (clicca qui). Amato ha perciò chiesto ospitalità per rispondere alle obiezioni che sono state fatte alla sua iniziativa.
La lettera di Gianfranco Amato (CLICCA QUI PER LEGGERLA)
Le parole di Riccardo Cascioli:

Caro Amato,

anzitutto ti ringrazio per aver voluto condividere con La Nuova BQ, che tante volte in questi anni ha ospitato i tuoi interventi, i motivi del tuo impegno politico a fronte delle perplessità che da più parti sono state sollevate. Noto però che hai eluso le tre critiche che io ho mosso alla vostra iniziativa e che, a mio avviso, sono premessa a tutte le altre (ci sarà tempo per tornare sui punti da te toccati). E dopo aver letto le tue argomentazioni posso dire che – se possibile – di quelle critiche sono ancora più convinto.

Il metodo. La divisione che si è creata nel Comitato Difendiamo i Nostri Figli – ma anche nel popolo del Family Day – non è data dal fatto che uno si candida alle elezioni e uno continua a fare il Comitato. Certo che in linea di principio le due cose non si escludono, ma ad una condizione: che tutto avvenga in un rapporto chiaro, dentro una scelta comune. Dalla ricostruzione che noi abbiamo fatto, invece, e che è confermata dagli altri membri del Comitato, avete fatto tutto di nascosto, avete messo tutti davanti al fatto compiuto. “Bisogna fare in fretta, le elezioni alle porte, il rischio di depressione del popolo, ecc”. Può darsi, ma ti assicuro che anche senza un partito della famiglia non rischierei la depressione, non mi aspetto la felicità dai risultati elettorali. Può darsi, ma il fine non giustifica i mezzi. Visto che citi il Compendio di Dottrina sociale della Chiesa come vostro programma politico, dovresti averlo ben chiaro: un male resta tale (e quindi non è accettabile) anche se il fine è buono e condivisibile. E getta un’ombra anche sul futuro. In questi giorni ci sono già persone del Comitato all’opera per rimettere insieme i cocci, per fare in modo che si possa recuperare un percorso comune pur nella diversità delle scelte. Ma il dato di fondo resta: la divisione è nella realtà delle cose, perché avete lavorato alle spalle degli altri.

La scelta politica. Per il popolo dei Family Day c’è un problema di rappresentatività politica, e non solo politica. Siamo perfettamente d’accordo e lo abbiamo scritto più volte. Ma perché ridurre la presenza politica alla presentazione di liste alle elezioni? Checché tu ne dica il Comitato “Difendiamo i nostri Figli”, anzi il popolo del Family Day, è già un soggetto politico: siamo andati in piazza san Giovanni e poi al Circo Massimo per bloccare leggi e provvedimenti contro la famiglia e la libertà di educazione. Questa è già politica. Del resto è stato lo stesso presidente del Consiglio Renzi a riconoscere il ruolo politico del Comitato quando ha risposto all’intenzione manifestata da Gandolfini di mobilitarsi per il referendum costituzionale nel fronte del “no”. Fare un partito è una delle opzioni possibili, non l’unico modo per fare politica e influenzare le decisioni del Parlamento. Senza considerare che se non ci saranno sorprese questa legislatura ha altri due anni di fronte in cui verranno affrontati altri temi fondamentali: adozioni per i gay e i single, eutanasia, divorzio lampo e chissà cos’altro. Come pensate di fermare queste leggi: dal consiglio comunale di Roma?

LOGO popoloIl popolo della famiglia. È un po’ difficile sfuggire alla sensazione che il nome scelto per il vostro partito sia una furbata per appropriarsi politicamente del Family Day. “Il popolo della famiglia” ha definito finora proprio la realtà di quelle piazze, usare quel nome vuol dire porsi come loro interprete politico autentico e unico. Il che, mi dispiace dirlo, non è corretto (per usare un eufemismo). Ed è anche dannoso: perché per i media e per gli avversari politici un vostro eventuale insuccesso politico verrebbe ascritto a tutto il movimento che ha partecipato ai Family Day.

“mai autorizzato la fondazione di un partito” – Il comitato “Difendiamo i nostri figli” puntualizza

#difendiamoData la improvvida e discutibile iniziativa presa da alcune persone il Comitato “Difendiamo i nostri Figli” ha ritenuto opportuno comunicare ad i propri simpatizzanti (il popolo del family day, così magnificamente radunato dal Comitato con lavoro ed impegno paziente ed encomiabile) e soprattutto ai propri responsabili a livello locale, un netto chiarimento. Riportiamo integralmente il Comunicato diramato pochi minuti fa dallo stesso Massimo Gandolfini, Portavoce di “Difendiamo i nostri figli”

Faccio presente agli Amici referenti dei Comitati Locali che il Comitato nazionale non ha mai autorizzato la fondazione di un partito espressione del Comitato stesso. L’iniziativa di Mario Adinolfi e di Gianfranco Amato ha carattere di iniziativa personale.

Si conferma che il Comitato si riconosce una funzione di rappresentanza civile e culturale prepolitica, a vantaggio del popolo del Family Day, della difesa dei bambini e della promozione dei principi e valori della tradizione personalistica, cattolica e non, propria della storia italiana.
Eventuali modifiche della condotta fin qui espressa saranno proposte e comunicate dopo un approfondito dibattito all’interno del Comitato nazionale.
Invitiamo tutti a mantenere un atteggiamento di ponderata prudenza, evitando ogni tipo di eccesso.

Con apprezzamento per il vosto impegno,
Massimo Gandolfini

MASSIMO GANDOLFINI COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

Ecco perchè il partito di Adinolfi è un azzardo

ADINOLFIHo da sempre -o, comunque, da molto tempo- ritenuto che in un contesto di obiettiva scristianizzazione e con i cattolici (veri cattolici) ridotti ad esigua minoranza era opportuno un processo di forte UNIONE delle nostre forze.

Di recente ho anche criticato certi richiami alla “realpolitik” che però di fatto hanno solo indotto a farci votare per grossi partiti con la speranza (che era da parte di molti una certezza) che i cattolici eletti in tali partiti avrebbero garantito una DIFESA dei principi non negoziabili.

Non è stato così.

Non è stato così con la DC oramai snaturata degli anni Settanta (che, infatti è sostanzialmente confluita ideologicamente e di fatto nel PD che è il diretto erede del PCI).

Non è stato così con Alleanza Nazionale che, molto opportunisticamente, ha letteralmente fatto incetta di voti cattolici. E con grossi personaggi cattolici a fare da “sponsor” e quasi garanti della bontà di quel voto. Ora si vede bene di che pasta era il cattolicesimo di AN e dei suoi leader.

ALFANO, ROMA 23 NOVEMBRE 2013Inutile infierire su UDC e NCD che si fregia del bel nome di “Area Popolare”: servi di Renzi e del potere.

Ecco che appare la prospettiva della creazione di un soggetto politico-partitico.

Proprio nei giorni scorsi La Nuova Bussola Quotidiana iniziava un chiaro dibattito per la penna del direttore Riccardo Cascioli.

Come tutti sappiamo c’è stata la scelta di Adinolfi ed Amato di dar vita, subito, ad un partito. Denominato “Popolo della Famiglia”. Che intende partecipare alle prossime Amministrative di Giugno.

Su questa iniziativa rinvio alle considerazioni esposte sia da Andrea Zambrano che da Riccardo Cascioli sulla Nuova Bussola.

MASSIMO GANDOLFINI COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI
MASSIMO GANDOLFINI COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI

Credo che queste considerazioni siano degne di essere considerate. Senza contare del piccolo “sgarbo” nei confronti degli altri membri promotori del Family Day e soprattutto senza consultare Massimo Gandolfini coraggioso Portavoce del Comitato “Difendiamo i nostri figli”.

Le Amministrative di giugno sono importanti, secondo me, no per presenziare in qualche consiglio comunale (la qual cosa, del resto, priverebbe il Comitato della piena disponibilità di molte persone per una “battaglia” nel Paese che è tuttaltro che finita. Anzi.

Ed allora quale l’utilità di queste Elezioni? Semplicissimo: il Comitato indichi una sorta di priorità da tener presenti nella scelta dei candidati da sostenere.

E stavolta, però, i candidati (aspiranti sindaci e consiglieri) non dovranno sottrarsi: dovranno metter per iscritto le loro posizioni su quelli che sono i TEMI per noi ASSOLUTAMENTE importanti.

notaSolo e soltanto così, in tale chiarezza, potrà esserci il consenso del popolo della Famiglia: se daranno garanzie certe -SCRITTE- di non disattendere i principi non negoziabili.

E’ noto che in municipio non si decide della fecondazione artificiale ma il candidato DOVRÀ’ CHIARAMENTE FARE CONOSCERE ALL’ELETTORE IL SUO PENSIERO sui temi eticamente sensibili.

Solo e soltanto così potrà sperare di avere il consenso (il voto) dei cittadini cattolici.

A mali estremi estremi rimedi: la dittatura del pensiero unico è reale come reale è, purtroppo, la prepotente avanzata di una ideologia spaventosa e disumana. In Parlamento è già maggioranza. Nel Paese ancora no.
Bene, il Comitato da qui alle prossime Elezioni -passando per le Amministrative di giugno 16- non potrà che continuare la sua azione VIGILANDO sul comportamento in Parlamento e vigilando anche sui candidati alle singole Amministrazioni comunali. (Parentesi: ci sarebbe anche l‘importante questione della moralità delle singole persone e della loro situazione coniugale, per esempio. Un tema che, più volte, ho cercato di porre alla attenzione. E sul quale si dovrà necessariamente riflettere)

E poi magari dare un bel segnale di sfratto all’indegno Renzi attraverso il Referendum: questo è possibile farlo, e con ragionevoli probabilità di riuscirci.

Buttarsi nella mischia ora, improvvisando liste e proponendo candidati sindaci, appare un azzardo.

cosimo de matteis 

ON. ADINOLFI
IN PARLAMENTO – Prima della “svolta” segnata dalla pubblicazione del libro “Voglio la mamma” Mario Adinolfi è stato un convinto militante del PD di Renzi. E con quel partito è anche approdato nell’Aula di Montecitorio come Deputato del partito della Cirinnà e Scalfarotto