Uno sturziano può avere simpatie per Giorgia Meloni?

GIORGIA MELONI

L’interrogativo è legittimo. E ci mancherebbe altro. Siamo in libertà, il regime fascista è finito da un pezzo (purtroppo non è finito l’odio, viscerale, verso il fascismo) e quindi siamo liberi. Diciamo così.

Già si immagina il disappunto di certuni: “Sturzo è stato una vittima del fascismo!” Ma utilizzando lo stesso paragone si potrebbe dire che Sturzo è stato vittima della diccì, ed anzi si potrebbe aggiungere che fu addirittura il Vaticano a spingere per l’esilio di Don Luigi Sturzo. L’eroico prete siciliano ubbidì, come sempre. Ed oggi la Chiesa riconosce la santità di don Luigi Sturzo ammettendo, implicitamente, che molti ecclesiastici  sbagliarono nell’ostacolare l’azione politica sturziana. Persino il papa tanto caro a molti comunisti -Giovanni XXIII- ebbe a dire parole stupende per lui“Don Luigi Sturzo non ha nulla da rimproverarsi. Altri dovrebbero chiedere perdono a lui. La Chiesa lo ringrazia per l’esempio di preclare virtù sacerdotali, l’onore resole con i suoi studi, le sue pubblicazioni, la sua generosa ed eroica accettazione dell’esilio e soprattutto di aver sempre lottato con amore e perdonato evangelicamente”.

Semmai alcuni problemi potrebbero sorgere nel momento in cui si dà credito all’idea che Fratelli d’Italia -il partito di cui la romana Giorgia Meloni è indiscusso leader- sia sic et simpliciter  l’erede diretta di Alleanza Nazionale e addirittura del vecchio Movimento Sociale. Che era un partito -è sempre bene ricordarlo- abbastanza statalista. Forse il partito più statalista dopo la Dc ed il Pci.

Ma, come detto, non è scritto da nessuna parte che  siccome il vecchio Msi era, in parte, statalista debba esserlo necessariamente il partito che oggi, 2017, è guidato da Giorgia Meloni. C’è stata una notevole evoluzione nel centrodestra: è vero che l’indegno ed immorale Fini stava rendendo Alleanza Nazionale una sorta di diccì del duemila, questo è innegabile. Ma Fini, il suo partito (An) e le sue smodate ambizioni sono tutte crollate. E’ solo un incubo, un ricordo lontano.

Fratelli d’Italia porta avanti alcune idee ed ideali che furono del partito di Almirante, ma sono precisamente quelle idee e quegli ideali che non solo coincidono con l’humus cristiano del popolo italiano ma soprattutto non cozzano col Vangelo e la Dottrina cattolica.

Personalmente credo che saranno tanti gli italiani -forse milioni- a votare per Giorgia Meloni. E molti di loro saranno cattolici. E non incorreranno in alcuna scomunica: gli strepiti dossettiano-modernisti non fermeranno la volontà popolare.

 

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PALLADINO : “l’irrazionalità della politica ha sempre calpestato la ragione morale”

Ospitiamo su questo sito una riflessione politica di Giovanni Palladino, segretario del Movimento Sturziano “Servire l’Italia”. Come potrete leggere sono considerazioni molto lineari, semplici e, verrebbe da dire, “molto razionali”. Si, perché  il filo conduttore di tutto il ragionamento sta nella dicotomia razionale/irrazionale. Laddove, ad esempio, il tristissimo fenomento -veramente preoccupante- dell’astensionismo viene visto come un comportamento razionale della popolazione. Viceversa molti comportamenti della classe politica vengono qualificati come irrazionali. Buona lettura ed auguri a “Servire l’Italia”. (cosimo de matteis)

Giovanni Palladino
Giovanni Palladino 

In gran parte gli italiani si stanno rivelando come un popolo razionale, che al momento del voto segue la retta ragione. Il fenomeno dell’astensionismo viene criticato da tutti i partiti e movimenti che si presentano alle elezioni, ma è una critica sbagliata, perché lo sciopero del voto è un atto del tutto razionale, logico, naturale, in presenza dell’attuale disastrosa situazione politica ben peggiore di quella del passato, che pur non brillava in materia di buon governo.

I partiti del centro-sinistra litigano e si dividono, a danno della loro credibilità, mai dimostrata nei fatti sia nella prima che nella seconda Repubblica. I partiti del centro-destra sembrano uniti, ma in realtà non lo sono, divisione che manifesteranno un giorno dopo la loro eventuale vittoria elettorale. Il M5S ha del tutto fallito nell’obiettivo di conquistare il consenso degli astensionisti, che continuano a dimostrare la loro razionalità nel non dare fiducia a giovani inadatti al governo del Paese.

Quanto è avvenuto di recente in Sicilia è sintomatico della grande irrazionalità (ovvero della immoralità) che domina da tempo nelle nostre campagne elettorali, con la ricerca di candidati abili nel “nutrire” vaste e affamate clientele. Quasi tutti i candidati con il più alto numero di voti sono stati definiti come “impresentabili”, sia perché figli ventenni di padri resi potenti dall’incestuoso connubio tra politica e affari (“così va il mondo” si dice, ma è pur sempre un brutto mondo), sia perché grandi produttori di costose promesse postelettorali.

È a questo modo di concepire la politica che da tempo volta sempre più le spalle la maggioranza degli elettori. Una maggioranza razionale.

È a questa razionalità che deve convertirsi la politica per guadagnarsi il consenso degli elettori; è una razionalità che esige serietà, competenza e spirito di servizio in chi si candida a governare sia a livello nazionale che a livello locale. È la ragione che ci ha indotto a chiamare la nostra Associazione di cultura politica SERVIRE L’ITALIA, declinabile a livello regionale e comunale con i nomi delle singole regioni e delle singole città: SERVIRE IL VENETO, SERVIRE TREVISO, SERVIRE L’ABRUZZO, SERVIRE PESCARA, e così  via, in modo da coprire il Paese con una rete di donne e di uomini seri e competenti al servizio del bene comune.

STURZO - Con cotta

Come lo fu don Luigi Sturzo, un sacerdote che ha testimoniato nel pensiero e nell’azione la grande validità dei suoi due “pilastri”: il Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa.

La ragione di tanta immoralità e inefficienza nel governo del nostro (e non solo del nostro) Paese? Molto semplice: la ragion di Stato e l’irrazionalità della politica hanno sempre calpestato la ragione morale. Finché non sarà questa a prevalere e ad essere rispettata, invano edificheranno i cosiddetti “costruttori”. Capire questa verità è un fatto molto razionale.

Gianfranco Morra, sturziano doc: un suo intervento

Ho sempre considerato Gianfranco Morra uno dei maggiori conoscitori del pensiero sturziano. E sono fermamente convinto di questo. E se è indubitabile il valore e la portata di altri studiosi,  ed è innegabile il ruolo fondamentale svolto dal Ciss – Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo (attraverso convegni,  la pubblicazione di volumi, opuscoli ed il suo Periodico “Rinascimento Popolare”) di Giovanni Palladino altrettanto di rilievo è l’opera del professor Morra.

E non solo in ambito accademico, né solo in quello italiano: la statura di Morra (come sturziano, ma anche come pensatore in genere) è assolutamente internazionale.

MORRA

Oggi il quotidiano “Italia Oggi” pubblica un bell’intervento proprio di Gianfranco Morra. E’ stato ripreso da altri siti –fra i quali lo sturziano “Libera e Forte” – e lo riproponiamo pure noi certi di fare cosa gradita ai lettori. Per alcuni potrà essere la opportunità per conoscere alcuni aspetti di Sturzo poco noti e di conoscere lo stesso Morra che nonostante il suo indubbio valore risulta purtroppo essere troppo poco conosciuto. Buona lettura. (cosimo de matteis) 

 

Della politica. A causa di una classe politica che è degradata da dirigente a dominante

Sturzo aveva previsto il declino

I valori ideali servono per perseguire il bene comune
 di Gianfranco Morra 

Mentre la campagna elettorale si scalda in attesa delle elezioni di marzo due eventi sono accaduti la scorsa settimana che possono aiutarci a scoprire ciò che oggi manca sempre più alla politica: il suo fondamento ideale. Quell’insieme di princìpi che nascono come idee morali (libertà, eguaglianza, solidarietà, giustizia) e si traducono poi nelle ideologie. Senza i quali la politica diviene tecnologia neutrale, quando non anche intrallazzo immediato ed effimero. Un ateo come Pierre Proudhon riconosceva che la politica è sempre teologica, non solo quella «cristiana», ma anche quella «laica»: «au fond de la politique nous trouvons toujours la théologie», in fondo alla politica noi troviamo sempre la teologia. Liberalismo e socialismo sono state «eresie cristiane», cioè annunci di salvezza che traducevano in chiave mondana quel messaggio evangelico che permea tutta la cultura europea.

Ecco perché la Chiesa ha sempre fatto politica, prima come potestas directa, poi indirecta e ora dirigens. E a partire dalla enciclica «Rerum Novarum» ha definito i princìpi della dottrina sociale. Che è stata l’argomento delle quattro giornate del Festival di Verona, appena concluso, sul tema «Fedeltà e cambiamento». Una giusta iniziativa, visto che da alcuni anni la Chiesa, nella sua rincorsa a un mondo che le scappa via, parla soprattutto di problemi contingenti e parziali, come è anche giusto, ma col rischio di trascurare i criteri generali che consentono al politico cristiano di avere una sua identità.

In tal senso appare importante il secondo evento, di venerdì scorso: la conclusione della prima fase della causa di beatificazione di Luigi Sturzo. E quasi a celebrare questo evento Giovanni Palladino ha pubblicato un’opera che ripropone la personalità di Luigi Sturzo (Rubbettino, pp. 244, euro 19). Si tratta del figlio di quel Giuseppe che di Sturzo fu amico ed esecutore testamentario. Da mezzo secolo con una intensa attività egli porta avanti una rivalutazione del sacerdote siciliano.

STURZO - Copertina

Ma ha ancora senso parlarne? Molte proposte di Sturzo sono state attuate: il suffragio universale, il voto alle donne, un federalismo che unisce, l’unione europea. Inserì i cattolici nella politica col Partito Popolare, subito cancellato da Mussolini. Cominciarono per lui 22 anni di esilio. Ma l’esilio più amaro fu al suo ritorno in Italia, dove fu fatto Senatore a vita, ma anche isolato da quelli che chiamava «demicristiani» perché avevano dimenticato il popolarismo e seguivano idee e prassi fortemente incompatibili proprio con la dottrina sociale della Chiesa.

Gli anni sino alla morte, nel 1959, furono per Sturzo di polemiche ininterrotte. Cattolico aperto al liberalismo, era stimato da Gobetti, che lo definì «il messianico del riformismo», da Croce ed Einaudi. Combatté in politica l’apertura della Dc ai socialisti, in economia l’industria di Stato di Mattei e il populismo alla La Pira, e nell’amministrazione quel Welfare che riteneva un mostro antieconomico. Ma, soprattutto, svolse una purtroppo inutile opera di moralizzazione, mostrando che ormai trionfavano quelle che, un mese prima di morire, chiamò «le tre malebestie della democrazia»: «lo statalismo contro la libertà, la partitocrazia contro l’eguaglianza, l’abuso del denaro pubblico contro la giustizia».

Sturzo morì nel 1959, alla vigilia della svolta della Dc con la nascita del centrosinistra. È noto che lamentava la mancanza nell’Italia degli «opposti estremismi» di una destra liberaldemocratica, con la quale il partito dei cristiani potesse allearsi. Ma la sua opposizione al centrosinistra non era solo politica, era più ancora antropologica. Egli prevedeva quanto poi accadde: un partito cristiano che agisce secondo i miti e i progetti della sinistra, in quanto non ha alcun interesse per la cultura, ma solo per il potere economico e politico. Una classe politica degradata, dunque, da «dirigente» a «dominante». È stato il paradosso degli anni Settanta-Ottanta: la sinistra del Pci conquistò tutta la cultura, in nome di un grande intellettuale come Gramsci; il mondo cattolico non ebbe il coraggio di fare la stessa operazione con Sturzo, anzi non ne fece nessuna. E la Balena bianca si condannò alla graduale estinzione.

Come tutte le grandi intelligenze politiche Sturzo aveva intuito ciò che sarebbe accaduto: «I punti cardinali della scuola sociale cattolica: la coesistenza e collaborazione delle classi sociali nel quadro della elevazione dei ceti proletari non avranno più cittadinanza. Il Paese crederà che solo piegandosi al socialismo i democristiani abbiano potuto fare qualcosa di serio». La convinzione di Sturzo era la stessa che papa Leone XIII gli aveva espresso in una lettera: «la democrazia o sarà cristiana o non sarà affatto». Non c’entra il clericalesimo, dal quale Sturzo fu lontanissimo. Si tratta di riconoscere per quali ragioni in nessun’altra civiltà diversa da quella europea c’è stata democrazia: «cristiana, organica, popolare e sociale». È un modello ideale, che tutti coloro che si riconoscono nella tradizione europea, laici o religiosi che siano, possono ancora far proprio.

da “Italia Oggi” di Mercoledì 29 Novembre 2017

 

Buon compleanno don Luigi!

E’ certamente un felice compleanno per don Luigi Sturzo in questo 2017: la Chiesa è sulla strada del riconoscimento ufficiale della sua santità. E quando ciò avverrà –la Beatificazione-  si creerà quel virtuoso circolo che Giuseppe Palladino aveva già immaginato e che lo spinse a contattare Mons. Giuliani acchè raccogliesse le testimonianze utili per avviare la Causa.

Don Sturzo sarà così sempre più conosciuto –già questo è avvenuto negli ultimi due decenni, soprattutto grazie alla attivista del Centro Internazionale Studi Sturzo- ed è così che potrà nuovamente “guidare” la politica italiana che del pensiero di un grande statista come Sturzo ha urgente bisogno.

STURZO - Con cotta
Servo di Dio DON LUIGI STURZO                                          (Caltagirone 26 Novembre 1871     Roma 8 Agosto 1959)

La santità di don Luigi Sturzo nelle parole dei papi

G23

“Don Luigi Sturzo non ha nulla da rimproverarsi. Altri dovrebbero chiedere perdono a lui. La Chiesa lo ringrazia per l’esempio di preclare virtù sacerdotali, l’onore resole con i suoi studi, le sue pubblicazioni, la sua generosa ed eroica accettazione dell’esilio e soprattutto di aver sempre lottato con amore e perdonato evangelicamente”.

 

GP2 - official

“La vita, l’insegnamento e l’esempio di Don Luigi Sturzo – il quale nella piena fedeltà al suo carisma sacerdotale seppe infondere non solo nei siciliani ma nei cattolici italiani il senso del diritto-dovere della partecipazione alla vita politica e sociale alla luce dell’insegnamento della Chiesa – siano presenti ed ispirino il loro apostolato di evangelizzazione e di promozione umana.”

 

B16 - official

“L’esempio luminoso del Servo di Dio don Luigi Sturzo e la sua testimonianza di amore, di libertà e di servizio al popolo sia stimolo e incoraggiamento per tutti i cristiani, e specialmente per quanti operano in campo sociale e politico perché diffondano, con la loro coerente testimonianza, il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa.”

STURZO - Giovane Sacerdote (2)
Servo di Dio Don Luigi Sturzo (1871 – 1959)

LA LEZIONE DEL “VENERATO MAESTRO” : DON STURZO VERSO LA SANTITÀ

Siamo ad una importante Vigilia: la chiusura ufficiale della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo. Ciò avverrà domani, venerdì 24 Novembre 2017, presso la Sala della Conciliazione del Vicariato di Roma a Piazza San Giovanni in Laterano.

Con una certa trepidazione ma con grande gaudio spirituale viviamo tale attesa, vegliando e pregando. E ci pare opportuno ricordare queste parole di Sturzo:

Sono un uomo libero da qualsiasi

interesse terreno, economico o politico;

libero perché nulla temo, nulla spero,

nulla desidero che sia nell’ordine

di questo mondo.

Parlo, scrivo, combatto perché sono un

uomo libero e perché ho difeso e

difenderò fino a che avrò fiato la libertà…

La libertà si conquista ogni giorno,

la battaglia comincia con l’uomo e non

finisce che con l’uomo…

STURZO - DISEGNO DI GIUSEPPE PALLADINO

L’immagine -di scarsa qualità, e ce ne scusiamo- è una foto da noi realizzata con mezzi di fortuna di un bel disegno posto prima del frontespizio di una breve ma ricca pubblicazione: è un volumetto, edito da la nuova cultura editrice, nel 1993. Intitolato “L’umanità di Don Sturzo” il libricino riporta una intervista al professor Giuseppe Palladino realizzata dalla Rai all’economista che di Sturzo fu esecutore testamentario ma soprattutto “fedele discepolo” di colui che definiva, senza nessuna enfasi, il suo venerato maestro. Ci pare giusto ricordare così la persona che, per prima, ha fortemente creduto nella santità di Sturzo e che pensò alla necessità di introdurre la Causa di Beatificazione. Oggi, dal Cielo, gioisce pure lui.

Fan di Clinton, giocatore d’azzardo ed adultero: fatti suoi. Ma non parli in una radio cattolica.

Come abbiamo detto,  più volte,  siamo proiettati con gioia verso il Riconoscimento della Chiesa della santità -virtù eroiche- di Don Sturzo. E non vorremmo perdere tempo ed energie -che sono dono di Dio- dietro a politici piccoli piccoli. Anzi, manco politici sono.

adinolfi net rosa

Però qualche parola sull’adultero e concubino che vuole ergersi a paladino del Vangelo la dobbiamo dire. Che sia insopportabile, spocchioso, trasformista (già renziano, ateo, massone), avido, ruffiano, opportunista, immorale è risaputo. Ma ci sono centinaia di persone -perlopiù donne inquiete ma pure uomini e addirittura qualche Sacerdote Cattolico- che usano il logo del PDF come immagine profilo sui social. E che “predicano” -in alcuni casi senza virgolette: nel senso che dicono, spiegando il Vangelo, di votare il PDF e lodano il barbuto adultero- che la Salvezza verrà dall’adultero fondatore (frettoloso e furtivo) di un partito che mediamente ha racimolato lo 0, 04% nelle consultazioni elettorali cui ha preso parte.

La storia della fondazione furtiva, inopportuna ed un poco “truffaldina” è nota (se non la conoscete la trovate a questo link) ma ora siamo stufi. E stavolta il plurale non è fuori luogo: qui parliamo anche a nome di centinaia di “simpatizzanti” (di Roma ma non solo) di questo insulso partito  adinolfiano,  che davvero non ne possono più di questo capetto accentratore. A parte i noti bruttissimi difetti -e pazienza- i “militanti” non sopportano il capo. E ripetono: non è il carattere, la sua situazione coniugale irregolare, il suo passato (col quale, dice lui, ha chiuso definitivamente. A noi risulta essere ancora oggi un divorziato/risposato a Las Vegas. Ma se giunge una smentita attendibile la pubblichiamo subito) ma è la sua oggettiva incapacità a preoccupare questi ragazzi che pure si sono impegnati non poco nella Capitale per sostenere questa lista nata da un capriccio dal barbuto capo adultero. E non ne possono più.

 

MORMORIO
Un logo, molto casareccio, che annunciava le trasmissioni su una nota emittente cattolica dove l’han fatto pure parlare: “io ci lavoro a Radio Maria” dice .

Qualcuno sostiene che anche l’Avvocato D’Amato, persona timorata di Dio ci assicurano fonti attendibili, sta per prendere le distanze da questo istrionico e bizzarro personaggio. Meno male che le distanze le ha già prese padre Livio “cacciandolo” dalla radio (dove pure, incredibile a dirsi, lo faceva parlare settimanalmente!) realizzando così una epurazione sacrosanta.

Tuttavia il nostro, noto giocatore d’azzardo (sai che bell’esempio per le famiglie!), non si rassegna e sfruttando i social (quelli che ancora non l’hanno “bannato” come lui racconta, facendo vittimismo tragicomico) escogita nuovi modi per parlare ai gonzi e, perchè no, spillargli pure un po’ di denari: fra costosi abbonamenti ad un inutile giornale online e libri sfornati per la questua. Non scordatevi le sue giovanili simpatie radicali -come Quagliariello- e che il suo modello politico è il libertino progressista Clinton.

Naturalmente -e di questo dovrebbe vergognarsi un poco- maschera queste apparizioni in rete come spiegazioni del Vangelo. E legge la Parola di Dio e poi la “spezza” per noi poveri ignoranti, peccatori, pagani.

Ci spiace aver usato questo tono: sappiamo che molte centinaia di persone credono ad un ipotetico “partito della famiglia” in perfetta buona fede. E, ripetiamo, questo post nasce dopo aver appreso dello scoramento di tanti “militanti” romani che non sopportano più le angherie e gli isterismi del capo.

L’invito, pertanto, è duplice: all’Avvocato Amato, che prenda le distanze da quella persona oppure -se crede nella bontà del progetto PDF- che lo strutturi seriamente, non lo renda una lista monotematica (ci è bastata la pagliacciata di un altro barbuto finto convertito per capire che partiti con un solo obiettivo sono un fallimento in ogni caso) e si prenda l’impegno di mettere persone credibili e competenti -la buona volontà da sola, in politica, non basta- e possibilmente con una situazione familiare regolare e crei almeno in nuce un vero partito, con Direzione, Consiglio, Dipartimenti:

alle persone simpatizzanti, in buona fede, di questo demagogo populista bugiardo ed immorale: lasciatelo perdere e pregate per la sua vera conversione. E’ la cosa migliore che potete fare per lui.

matrimonio (2)
Si, è lui. E la sua attuale “concubina”, il giorno del “matrimonio” a Las Vegas. Auguri e figli maschi.

SILVANA DE MARI, VOCE LIBERA E CORAGGIOSA, A RAVENNA

Questo Sito ha spesso espresso le proprie riserve sulle modalità seguite, da alcune persone, per la nascita del partito politico “Popolo della Famiglia”. Non torniamo sull’argomento adesso (ma molte perplessità restano eccome) ed anzi annunciamo una manifestazione, in programma questa sera, Sabato 18 Novembre, a Ravenna del PDF. Ci sarà Mirko De Carli, Coordinatore nord Italia dello stesso  PDF e Consigliere comunale di minoranza a Riolo Terme (dove Sindaco e Giunta sono saldamente in mano alla sinistra).

DE MARI

Ma soprattutto ci sarà la nota scrittrice Silvana De Mari -da pochi giorni  è in libreria il suo ultimo romanzo  “Arduin il Rinnegato”- che vale da sola la partecipazione all’evento ravennate.

Tema dell’incontro, che si svolge nella Sala D’Attorre di Casa Melandri in via Ponte Marino 2, è la realtà dell’orco (che non è l’ultimo libro della De Mari CLICCA QUI,  come erroneamente indicato da alcuni media locali, forse poco informati sul medico-scrittrice) laddove l’orco è metafora delle ideologie e nei movimenti che hanno tramato contro l’umanità: il terrorismo islamico, il comunismo e tutte le ideologie disumane che la De Maria denuncia e combatte con coraggio (e non poche difficoltà causategli da numerosissimi nemici che la odiano perché, dicendo  la verità, li stana e li smaschera.

A fare gli onori di casa di esponenti locali del PDF che fungeranno da moderatori dell’incontro. E’ una occasione da non perdere per ascoltare una delle poche voci libere oggi in Italia.

cosimo de matteis

de mari ravenna

Sturzo verso la Santità: il nuovo libro di Giovanni Palladino

E’ edito da Rubbettino il nuovo libro di Giovanni Palladino. E non è un libro “qualunque”. Il volume è una succosa sintesi di ben ventidue anni di duro lavoro. Si, perché il libro racconta la Causa di Beatificazione di don Luigi Sturzo: come è nata, quando è avviata, come sorse la esigenza.

STURZO - Copertina

Palladino, sturziano di provata fama, è figlio dell’economista Giuseppe Palladino che di Sturzo fu grande amico ed esecutore testamentario: “è stato sempre il sogno di mio padre [la Causa di Beatificazione per Sturzo, Ndr], che ben conobbe non solo le qualità di grande statista del sacerdote siciliano, ma anche e soprattutto le sue qualità morali, che trasferì in pieno nel campo politico-sociale, accogliendo l’invito fatto da Leone XIII  – rivela Giovanni Palladino ora segretario di “Servire l’Italia” e per anni Presidente del Ciss – Centro Internazionale Studi Sturziani che pubblicava l’ottima rivista “Rinasacimento Popolare”– ed aggiunge:  “mio padre non è riuscito a realizzare il suo sogno e mi ha trasmesso il “testimone”. Io sono stato più fortunato, anche perché siamo riusciti a superare il clima da “esilio culturale” in cui cadde don Sturzo dopo la sua morte avvenuta nel 1959.” Non ci soffermiamo ora sull’esilio culturale –vero, verissimo- subito da Sturzo anche, o forse soprattutto, nella Diccì: ne abbiamo parlato più volte ed ancora vi torneremo. Ed invece vogliamo dire qualcosa in più sul nuovo libro  che racconta,  per la prima volta,  la genesi e la positiva conclusione della fase diocesana della Causa di Beatificazione di don Luigi Sturzo. Un sacerdote che si è sempre battuto in difesa della moralizzazione della vita pubblica.

Il processo sul Servo di Dio don Luigi Sturzo fu aperto dal Card. Camillo Ruini il 3 maggio 2002. Il Giudice Istruttore ha interrogato ben 153 testimoni in Italia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti. La Commissione Storica, presieduta dall’Arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, ha svolto un lungo lavoro di analisi sulla lunga e operosa vita di don Sturzo. I censori teologi hanno letto tutta la sua Opera Omnia, composta da oltre 50 volumi, e hanno dato il “nihil obstat”, cioè non hanno trovato nulla che fosse contrario all’insegnamento della Chiesa.

Giovanni Palladino
Giovanni Palladino, autore del libro

“Credo che il 24 novembre ascolteremo un bel resoconto” prevede Palladino. In quel giorno il processo in essere per don Sturzo giungerà al primo importante “traguardo” ossia della fine della lunga istruttoria svolta dal Tribunale del Vicariato di Roma. Da quel momento la causa di beatificazione passerà per il giudizio finale alla Congregazione Vaticana per le cause dei santi presieduta dal Card. Angelo Amato.

La lunga istruttoria: e sono proprio quei “lunghi” 22 anni cui accennavamo in apertura. Me lo diceva, scandendolo, un raggiante Palladino evidentemente soddisfatto e per il libro ma soprattutto per il felice esito della Causa. E da sturziano convinto quale sono (di modestissime proporzioni, s’intende) ho partecipato alla sua gioia. Le 246 pagine del volume sono tutte da leggere: è l’occasione –l’ennesima che Palladino ci offre- di conoscere Sturzo, il più grande politico italiano. E’ questo è un giudizio mio. Quello sulla santità di Sturzo lo darà la Chiesa, quella Chiesa che il Sacerdote siciliano ha sempre amato filialmente e fedelmente ed ubbidendo ad essa anche in situazioni molto difficili. E l’ubbidienza è –e resta- una grande virtù. Checché ne abbia poi detto don Milani che come don Romolo Murri, coevo di Sturzo e suo Confratello ed amico, fu presbitero acuto ma appunto disubbidiente.

E la malapianta del modernismo in quegli anni infetto molti preti: oltre a quelli citati va ricordato Buonaiuti, Semeria, il giovane Dossetti  ed altri meno noti. Ma a differenza di tutti costoro don Luigi Sturzo è rimasto sempre fedele alla Chiesa ed alla sua Dottrina. E la sua celebre frase “devo tutto al Vangelo ed alla Rerum Novarum” resta più che mai emblematica ed attuale.

cosimo de matteis

GIOVANNI PALLADINO, “Don Luigi Sturzo. Maestro di verità e libertà”, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2017, pp.246, euro 19.

24 Novembre 2017 – Chiusura della fase diocesana del Processo di Beatificazione di Don Luigi Sturzo

STURZO - Giovane Sacerdote (2)Per Grazia di Dio giunge al termine la Fase Diocesana del Processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Don Luigi Sturzo. Nell’elevare la lode all’Altissimo per questo importante traguardo si vuole qui ricordare una frase del prete siciliano: “sono un Sacerdote non un politico”.

E’ una affermazione abbastanza nota -molti conoscono le frasi di Sturzo, nessuno (o quasi) la sua vita santa ed il suo pensiero. Compresi i politici che dicono di rifarsi a lui- ma che amo qui ribadire.

Questo Sito proverà, in questi giorni, a “celebrare” il lieto evento -che felicemente coincide con il suo compleanno (Sturzo nacque a Caltagirone il 26 Novembre del 1871) – attraverso articoli, illustrando date e dettagli degli appuntamenti romani già programmati ed anche riproponendo vecchi articoli che riteniamo in qualche misura ancora validi ed alcuni scritti del futuro Beato, quelli sì sempre attuali. Pertanto, se lo volete, seguiteci. E che don Luigi Sturzo, dal Paradiso, assista quell’Italia che lui – da Sacerdote e da politico – ha servito con esemplarità.

cosimo de matteis

DI BATTISTA : “l’ennesima porcata che consente ai partiti di nominarsi”

Nulla di più distante di questo sito (popolare, liberale, sturziano, cattolico) dal movimento populista creato dal comico Beppe Grillo chiamato “Movimento 5 Stelle”. E però, non avendo pregiudizi e non demonizzando nessuno -la demonizzazione è una prerogativa degli integralisti, soprattutto comunisti ma non solo- ecco che troviamo sensate le dichiarazioni del Parlamentare Alesandro Di Battista.

DI BATTISTA

L’esponente del M5S Di Battista dalle colonne del Corriere della Sera in edicola stamane, mercoledì 4 Ottobre 2017, contesta fortemente la Legge Elettorale in discussione in Parlamento e, oramai, verso la sua approvazione.

Il “rosatellum” non prevede la possibilità di autentica scelta: le cosidette liste bloccate condannano l’elettore ad una finta scelta: ossia i nomi sono scritti sulla scheda elettorale e non vi è possibilità di SCEGLIERE TRA UNO DI ESSI (le liste sono, appunto, “bloccate”).

Noi non sappiamo se questa sortita di Di Battista sia motivata anche da una “lotta” interna al suo partito che, poco democraticamente, si ritrova un capo di partito e candidato Presidente del Consiglio -Luigi Di Maio- scelto da Grillo, Casaleggio e basta.

E neppure ci interessa più di tanto sapere se davvero questa orribile ed illiberale Legge Elettorale nasce da un accordo sottobanco fra il vecchi Berlusconi (centrodestra) e Renzi (centrosinistra). Noi da sempre sosteniamo che l’elettore deve avere il DIRITTO di poter scegliere il proprio candidato ed il suo diritto di voto non può limitarsi a mettere una X su una lista già prestampata senza poter esprimere la preferenza ad una persona piuttosto che ad un altra.

Ed è per questo che plaudiamo alla presa di posizione del Deputato DiBattista  Perchè da sempre combattiamo questa battaglia.